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Rivoluzione negozi a Grosseto: in 15 anni persa un'impresa su dieci, ma chi resta è più forte. Ed è boom dell'online

Giovanni Ramiri

06 Febbraio 2026, 14:23

Rivoluzione negozi a Grosseto: in 15 anni persa un'impresa su dieci, ma chi resta è più forte. Ed è boom dell'online

La Camera di Commercio ha presentato i dati

Il commercio grossetano cambia volto, tra contrazione dei negozi tradizionali, maggiore solidità delle imprese che resistono e una crescita costante del commercio elettronico. È questo il quadro che emerge dal rapporto “Il Commercio nelle province di Livorno e Grosseto: dati e tendenze 2010-2024”, presentato il 6 febbraio nella sede livornese della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno. Un’analisi di lungo periodo – quindici anni – che consente di leggere in profondità l’evoluzione di uno dei settori chiave dell’economia maremmana.

Il commercio, insieme ai servizi, resta infatti il pilastro del sistema economico locale: nelle province di Grosseto e Livorno genera complessivamente il 80% del valore aggiunto totale. Un dato che, letto alla scala provinciale, conferma come anche in Maremma il commercio continui a svolgere un ruolo essenziale nella tenuta sociale ed economica dei centri urbani e delle aree più periferiche, nonostante le trasformazioni in atto.

Lo studio, curato da Federico Doretti, responsabile dell’Area Studi e Ricerche del Centro Studi e Servizi della Camera di Commercio, parte da un inquadramento nazionale segnato da una domanda interna debole, dall’invecchiamento della popolazione e da un clima di incertezza economica che negli ultimi anni ha inciso profondamente sui consumi. Dopo lo shock della pandemia e l’impennata inflattiva del biennio 2022-2023 – che ha fatto crescere il valore delle vendite ma non i volumi reali – il 2024 segna un ritorno a una fase di sostanziale stabilità, definita dagli analisti come una “piatta normalità”.

All’interno di questo scenario, il commercio elettronico rappresenta l’unica componente in forte e costante crescita. Dal 2017 le vendite online sono aumentate del 70% a livello nazionale e anche nel territorio grossetano la tendenza è evidente. Le imprese che operano esclusivamente al di fuori dei negozi fisici, prevalentemente attraverso piattaforme digitali, sono quadruplicate dal 2010. Si tratta ancora di numeri assoluti contenuti, ma il ritmo di crescita indica una trasformazione strutturale destinata a incidere sempre più sulle modalità di acquisto e sull’organizzazione delle imprese locali.

Sul piano della demografia d’impresa, la provincia di Grosseto condivide con il resto del Paese una riduzione significativa del numero di attività commerciali. Tra il 2010 e il 2024, nelle due province analizzate si è registrata una perdita di quasi il 12% delle sedi d’impresa, pari a circa 1.800 attività in meno. Il calo ha colpito in modo particolare il commercio al dettaglio, che ha perso il 14,5% delle sedi, e il commercio all’ingrosso (-9,1%), mentre il comparto della riparazione dei veicoli ha mostrato una maggiore capacità di tenuta.

Nel solo 2024 la flessione complessiva è stata del -2,0%, un dato comunque migliore rispetto alla media regionale toscana (-2,8%) e a quella nazionale (-3,1%). Un segnale che, pur nella difficoltà, il sistema commerciale grossetano mostra una resilienza leggermente superiore rispetto ad altri contesti.

Ma il dato più significativo che emerge dal rapporto riguarda la qualità delle imprese rimaste sul mercato. La drastica selezione degli ultimi anni – accelerata dalle crisi economiche e dalla pandemia – ha prodotto un tessuto imprenditoriale numericamente più ridotto ma strutturalmente più solido. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni delle imprese è cresciuto rapidamente a partire dal 2021, superando i livelli precedenti al Covid. Le aziende sono meno, ma più longeve e meglio organizzate.

Accanto a questo fenomeno si registra un processo di consolidamento: mentre diminuiscono le sedi principali, aumentano le unità locali – come filiali, depositi e magazzini – cresciute complessivamente del 3,6% in quindici anni. Un trend che interessa anche la provincia di Grosseto e che suggerisce come le imprese più strutturate stiano rafforzando la propria presenza sul territorio, investendo in una rete operativa più articolata.

Dal punto di vista occupazionale, il commercio continua a rappresentare una fonte rilevante di lavoro, con oltre 32 mila addetti complessivi nelle due province, sebbene in calo del 14,3% rispetto al 2010. In Maremma, come nel resto del territorio camerale, prevalgono le microimprese, con una media di circa 2,5 addetti per sede. La rete distributiva resta fortemente caratterizzata dai negozi di vicinato, che rappresentano il 69% degli esercizi: una presenza capillare che ha un forte valore sociale, soprattutto nei centri minori, anche se in termini di superficie di vendita le quote più consistenti sono appannaggio delle medie e grandi strutture.

Un altro elemento di rilievo riguarda la salute finanziaria del settore. L’analisi dei bilanci aggregati evidenzia un miglioramento degli indici di redditività operativa e una maggiore autonomia finanziaria, con una minore dipendenza dal capitale di debito. Un segnale positivo che indica come il commercio grossetano, pur ridimensionato, stia affrontando la fase di transizione con basi economiche più solide.

«Anche a livello locale il commercio ha subito una selezione naturale durissima – ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, Riccardo Breda – ma oggi vediamo imprese più robuste e capaci di riorganizzarsi. Non assistiamo soltanto alla chiusura delle attività, bensì a una trasformazione profonda del settore. È necessario pensare a nuove forme di sviluppo, perché il commercio resta il cuore pulsante delle nostre città e dei nostri piccoli centri».

La sfida più rilevante per il futuro riguarda il rapporto tra negozio fisico e digitale. «L’esplosione dell’online, che nelle nostre province mostra tassi di crescita molto elevati, impone una riflessione profonda – ha aggiunto Francesca Marcucci, componente della Giunta camerale per il settore Commercio – Il negozio di vicinato soffre la concorrenza dei grandi player digitali e la contrazione dei consumi, ma mantiene un valore sociale insostituibile. La strada da seguire è quella di accompagnare le piccole imprese nella digitalizzazione, non per sostituire il negozio fisico, ma per rafforzarlo, migliorando servizi ed esperienza d’acquisto».

Un equilibrio delicato, quello tra tradizione e innovazione, che per la provincia di Grosseto rappresenta una sfida decisiva non solo sul piano economico, ma anche su quello sociale e territoriale.

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