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ECONOMIA

Giuliano Amato per i 35 anni della legge sulle banche: "La finanza deve salvare la biodiversità"

Convegno d'alto profilo a La Principina con i vertici di Banca d'Italia e Università

Giovanni Ramiri

17 Gennaio 2026, 17:35

Il valore della biodiversità nel sistema bancario a 35 anni dalla legge Amato i relatori dell'incontro

I relatori dell'incontro

Un incontro di alto profilo con ospiti d'eccellenza. Si è svolto ieri a Grosseto, presso Fattoria La Principina, il convegno “Il valore della biodiversità nel sistema bancario. A 35 anni dalla legge Amato”, promosso da Banca Tema in collaborazione con la Fondazione Polo Universitario Grossetano.


L’appuntamento ha rappresentato un momento di confronto tra finanza, istituzioni e accademia sul ruolo strategico che biodiversità, sostenibilità ambientale e criteri Esg stanno assumendo nelle politiche del credito e nello sviluppo economico del Paese.

Al centro dell’incontro anche il bilancio di 35 anni di riforma Amato, che ha ridisegnato il sistema bancario italiano aprendo la strada a una maggiore pluralità di forme giuridiche, modelli di business e dimensioni, considerata oggi un fattore di stabilità a tutela di risparmiatori e investitori.

Parte della platea presenta all'incontro​

I saluti istituzionali: finanza vicina a territorio, comunità e ambiente

Ad aprire i lavori sono stati i saluti di Gabriella Papponi Morelli, presidente della Fondazione Polo Universitario Grossetano, Francesco Carri, presidente di Banca Tema, Augusto Dell’Erba, presidente di Federcasse, e Giuseppe Maino, presidente di BCC Banca Iccrea.
Tutti gli interventi introduttivi hanno insistito sulla necessità di un approccio integrato, in cui finanza, territorio, comunità e ambiente procedano insieme nella transizione verso un modello di sviluppo più sostenibile.

Il ruolo delle banche di credito cooperativo e delle realtà radicate nei territori è stato richiamato come elemento chiave per accompagnare imprese e famiglie nelle scelte di investimento responsabile e nella valorizzazione dei servizi ecosistemici legati alla biodiversità.

 


Il panel: università, Banca d’Italia e cultura a confronto

Il dibattito è proseguito con un panel di alto profilo, che ha visto la partecipazione del rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra, di Emilia Bonaccorsi di Patti del Dipartimento di stabilità finanziaria della Banca d’Italia, della rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Elena Beccalli, del direttore generale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani Massimo Bray.

Con loro anche Ivan Faiella, coordinatore del Nucleo cambiamenti climatici e sostenibilità della Banca d’Italia, e Alessandro Azzi, presidente della Fondazione Tertio Millennio.

Dai diversi interventi è emersa la richiesta di rafforzare il contributo del sistema finanziario alla transizione ecologica, riconoscendo la biodiversità come fattore economico, sociale e culturale, oltre che ambientale.

Particolare attenzione è stata posta agli strumenti Esg, alla misurazione dell’impatto e alla necessità di modelli di valutazione del rischio che includano i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità, per orientare capitali verso progetti realmente sostenibili.

Il ruolo della legge Amato e le sfide future secondo Giuliano Amato

A moderare e concludere i lavori è stato Giuliano Amato, che ha ricordato l’attualità dei principi alla base della legge 218 del 1990 e l’evoluzione del sistema bancario nei tre decenni successivi.
Amato ha sottolineato come, nel nuovo contesto globale segnato dalle sfide ambientali e climatiche, alle banche sia oggi chiesto non solo di garantire stabilità e redditività, ma anche di contribuire alla tutela del bene comune e del futuro delle comunità.

Giuliano Amato durante l'incontro​

Il convegno ha confermato, nelle conclusioni, l’importanza del dialogo continuo tra istituzioni, università e credito per governare le trasformazioni in corso e consolidare modelli di finanza sempre più attenti alla sostenibilità e alla biodiversità.

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