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ECONOMIA

Aperture domenicali, Confesercenti: «No allo scontro ideologico, serve equilibrio per il commercio locale»

Andrea Biondi interviene nel dibattito: “La vera sfida è garantire pluralismo e contrastare la desertificazione commerciale”

Giovanni Ramiri

12 Gennaio 2026, 18:25

Aperture domenicali supermercati, Andrea Biondi Confesercenti

Nella cornice Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti Grosseto

«Le aperture domenicali non possono essere ridotte a uno scontro ideologico». A dirlo, in una nota, è Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti Grosseto, che interviene nel dibattito sul lavoro festivo e sull’organizzazione della rete commerciale.

Secondo Confesercenti, il tema va letto alla luce delle trasformazioni profonde che hanno interessato il settore negli ultimi anni.

Quindici anni di liberalizzazioni hanno cambiato il commercio

«Quindici anni di liberalizzazioni hanno rivoluzionato la morfologia della rete distributiva e modificato le abitudini dei consumatori: un cambiamento ancora in corso, accelerato dalla crescita esponenziale dell’ecommerce. Un ritorno al passato oggi, per quanto possa apparire affascinante, forse non ha senso», afferma Confesercenti.

Un processo che, secondo l’associazione, ha prodotto effetti misurabili e non sempre positivi.

Dati e conseguenze: consumi fermi e territori più fragili

«Se le liberalizzazioni abbiano prodotto effetti positivi o negativi lo si può evincere dai dati: consumi in stallo, vaste aree desertificate, trasferimento di quote di mercato dalla rete tradizionale a favore della Gdo e perdita di ricchezza e servizi in ampie porzioni del territorio», prosegue la nota.

Andrea Biondi

Confesercenti richiama anche il peso dell’ecommerce: «Con l’ecommerce concentrato per il 70% in società multinazionali, inoltre, una fetta importante della ricchezza generata dal commercio si sposta oltre confine».

La Maremma e il valore del commercio di prossimità

Secondo Biondi, questi fenomeni risultano ancora più evidenti nel territorio maremmano.

«Nel nostro territorio questi fenomeni sono ancora più evidenti. La Maremma vive di una rete commerciale fatta di prossimità, relazioni e presidio sociale: elementi che nessuna piattaforma digitale potrà mai sostituire», sottolinea.

E aggiunge: «Le imprese, soprattutto quelle più piccole, hanno già dimostrato di sapersi adattare scegliendo liberamente come organizzare il proprio lavoro».

Aperture festive, una scelta imprenditoriale

Nel comunicato viene chiarito come il tema non sia più quello di stabilire un principio assoluto.

«Il punto, ormai, non è stabilire se sia giusto aprire le attività commerciali la domenica e nei festivi. Il punto è come garantire il pluralismo della rete commerciale, con la compresenza delle diverse forme distributive», spiega Biondi.

«Chi ha vantaggi dall’apertura festiva la pratica, chi non ne ha, tiene chiuso. Lavorare la domenica e nei festivi è diventato una scelta di natura imprenditoriale» chiosa.

Confesercenti: «Evitare la desertificazione commerciale»

Nelle conclusioni, Confesercenti Grosseto ribadisce la propria linea. «La vera sfida, oggi, è garantire condizioni eque per tutti: sostenere il commercio di vicinato, tutelare la vitalità dei centri urbani e delle frazioni, e impedire che la desertificazione commerciale diventi un destino inevitabile», conclude Biondi.

«Confesercenti Grosseto continuerà a lavorare affinché il pluralismo distributivo rimanga un valore concreto, capace di generare economia, comunità e qualità della vita».

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