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ECONOMIA

Il Pil fa sognare, ma il divario resta: Confcommercio lancia l’allarme sul ritmo troppo lento

Gennari: «Segnali positivi, ma senza interventi strutturali il territorio rischia di perdere competitività»

Giovanni Ramiri

09 Gennaio 2026, 12:52

Gennari confcommercio

Nella cornice, Giulio Gennari presidente di Confcommercio Grosseto

I dati previsionali sull’andamento dell’economia provinciale restituiscono un quadro fatto di luci e ombre. La crescita c’è, ma procede a un passo più lento rispetto al resto della Toscana e alla media nazionale. È quanto emerge dall’ultimo rapporto della CGIA di Mestre, che fotografa l’andamento del Pil della provincia di Grosseto nel 2026.

Secondo le stime, il Pil provinciale crescerà dello 0,48 per cento, con un incremento complessivo del 4,93 per cento rispetto al 2019, anno pre-Covid. Una dinamica positiva, ma inferiore alla media regionale (+0,62%) e nazionale (+0,66%), che colloca Grosseto al 73° posto su 107 province italiane per andamento della crescita.

Confcommercio: crescita positiva, ma più lenta del resto del Paese

A commentare i dati è Confcommercio Grosseto, che invita a leggere i numeri con attenzione.

«Il dato conferma che anche il nostro territorio sta recuperando rispetto agli anni più difficili, ma lo fa a un ritmo più lento rispetto ad altre realtà – commenta il presidente di Confcommercio Grosseto, Giulio Gennari –. È questo l’aspetto su cui occorre concentrare l’attenzione, perché una crescita più debole rischia di indebolire la competitività del sistema economico nel medio periodo».

Infrastrutture ed export: i nodi strutturali della Maremma

Secondo Confcommercio, la dinamica più contenuta non è casuale, ma affonda le radici in criticità strutturali che da tempo condizionano lo sviluppo del territorio.

«Il gap infrastrutturale, a partire dai collegamenti viari e ferroviari, incide sull’accessibilità del territorio e sui costi delle imprese – spiega Gennari – così come la debolezza dell’export, che i più recenti dati Irpet indicano in arretramento, limita la capacità di intercettare la domanda dei mercati esterni».

Microimprese, stagionalità e calo demografico

Accanto ai temi infrastrutturali, pesano anche fattori legati alla struttura economica e sociale della provincia.

«La prevalenza di micro e piccole imprese, la forte stagionalità che caratterizza settori strategici come turismo, commercio e servizi, il calo demografico e la progressiva riduzione dei servizi in alcune aree interne rappresentano ulteriori freni a una crescita più solida e continuativa», aggiunge il presidente di Confcommercio Grosseto.

Servono politiche mirate e inclusive

Da qui l’appello a una strategia di sviluppo più incisiva e coordinata, capace di coinvolgere tutti i comparti economici.

«È positivo che le istituzioni stiano investendo risorse a sostegno del sistema produttivo e dell’internazionalizzazione – conclude Gennari – ma è fondamentale che queste azioni coinvolgano in modo strutturato anche il commercio e i servizi, che sono un presidio economico e sociale essenziale per la vitalità dei centri urbani e dei borghi. Infrastrutture moderne, accessibilità, rigenerazione urbana, sostegno all’innovazione e all’aggregazione tra imprese sono leve decisive per rafforzare il percorso di crescita della provincia e ridurre progressivamente il divario con le aree più dinamiche».

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