Politica
Una manifestazione di Coldiretti
«Coldiretti Grosseto ribadisce la sua opposizione alla firma dell’accordo con i paesi del Mercosur senza reciprocità - scrive la sezione grossetana di in un comunicato - Le stesse regole che devono rispettare gli agricoltori europei devono valere per i produttori che intendono vendere i loro prodotti in Europa».
Coldiretti definisce l'accordo Mercosur come un favore alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ai «tecnocrati di Bruxelles» e alle multinazionali - come le tedesche Bayer e Basf - che avrebbero la possibilità di vendere facilmente i fitofarmaci vietati dall'UE.
Coldiretti Grosseto chiede di vietare l'ingresso nell'Unione europea di alimenti ottenuti con i processi e le sostanze messe al bando da tempo, accesso che invece l'accordo rischia di agevolare. Nel comunicato si sottolinea anche come l'incremento dei controlli di frontiere proposto ieri, 7 gennaio, dalla Commissione non sia sufficiente, in quanto allo stato attuale le verifiche riguardano in media circa il 3% delle merci in ingresso e, anche con l’aumento del 33% prospettato, si arriverebbe appena intorno al 4%, con evidenti rischi per la tutela della salute dei consumatori e per il rispetto delle norme di produzione imposte agli agricoltori europei.
Insieme a Filiera Italia, Coldiretti rilancia la candidatura (già proposta dal Governo) di Roma come sede dell'Autorità doganale europea, poiché l'Italia detiene il primato europeo della sicurezza alimentare.
«Alla luce di tali criticità, le due organizzazioni rilanciano la richiesta al Governo italiano di prevedere fin da subito controlli al 100% degli alimenti provenienti dal Mercosur e da aree a rischio, al fine di garantire la piena tutela della salute dei cittadini e condizioni di reciprocità regolatoria rispetto agli standard europei», si legge nel comunicato.
A difesa del made in Italy e a tutela delle scelte dei consumatori, Coldiretti chiede inoltre l'obbligo di inserire chiaramente sull'etichetta il Paese di origine, nonché «l’abolizione della regola sull’origine basata sull’ultima trasformazione - prosegue Coldiretti nel comunicato - l’inganno intollerabile consentito oggi dal codice doganale, che consente di far diventare “italiani” prodotti che non lo sono, alterando la concorrenza, confondendo i cittadini consumatori e favorendo pratiche che danneggiano le nostre filiere».
L'associazione di categoria grossetana chiude il comunicato promettendo pronta mobilitazione sui futuri sviluppi. «Coldiretti Grosseto continuerà con i propri soci e le bandiere gialle nelle forti azioni di mobilitazione e presidio di porti, frontiere e valichi come fatto contro gli ingressi al Brennero di carne, prosciutti e ortofrutta, con il pomodoro cinese a Salerno, con l’olio a Civitavecchia o il grano a Manfredonia».
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