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ECONOMIA

Polizze catastrofali, Confcommercio Grosseto: «Proroga selettiva e discriminatoria»

Critiche al Milleproroghe 2026: l’obbligo slitta solo per alcuni settori. “Stesso mercato, stesse regole”

Giovanni Ramiri

05 Gennaio 2026, 14:54

Gabriella Orlando

Gabriella Orlando

Il 2026 si apre con una nuova criticità normativa che rischia di creare profonde disparità nel tessuto economico della Maremma e del Paese. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Milleproroghe, avvenuta lo scorso 31 dicembre, il Governo ha deciso di rinviare al 31 marzo 2026 l’obbligo di stipula delle polizze assicurative contro le calamità naturali, ma solo per alcuni settori.

La proroga riguarda esclusivamente pesca, acquacoltura, turismo e somministrazione, lasciando invece commercio al dettaglio, servizi e professioni soggetti all’obbligo già scattato dal 1° gennaio 2026. Una scelta che Confcommercio Grosseto giudica fortemente penalizzante e priva di coerenza.

«Una discriminazione tra imprese che condividono gli stessi rischi»

A esprimere la posizione dell’associazione è il direttore Gabriella Orlando, che parla apertamente di disparità di trattamento:
«Ci troviamo di fronte a una palese ed esplicita discriminazione tra categorie economiche. Non è comprensibile che aziende che operano fianco a fianco, condividendo gli stessi rischi territoriali, siano trattate in modo differente dal legislatore».

Confcommercio Grosseto chiede quindi un intervento immediato in fase di conversione del decreto:
«Chiediamo al Governo e al Parlamento di correggere tempestivamente questa stortura in sede di conversione del decreto, estendendo la proroga a tutto il registro delle imprese. Un'Amministrazione attenta deve saper ascoltare il grido di chi, ogni giorno, si confronta con costi fissi insopprimibili e una burocrazia sempre più asfissiante».

Le criticità della norma sulle polizze catastrofali

Oltre alla proroga selettiva, Confcommercio Grosseto evidenzia anche problemi strutturali della normativa istitutiva dell’obbligo assicurativo. Secondo l’associazione, le coperture richieste alle imprese non includono spesso eventi atmosferici tra i più frequenti e dannosi, come le cosiddette “bombe d’acqua”, particolarmente rilevanti per territori fragili come quello maremmano.

«L’obbligo così concepito appare più come un ulteriore onere burocratico e finanziario che come un reale strumento di tutela – sottolinea ancora Gabriella Orlando –. Assicurarsi è un atto di responsabilità, ma la norma deve essere sostenibile e, soprattutto, utile».

Il nodo del cambiamento climatico e dei costi per le imprese

Secondo Confcommercio, imporre coperture assicurative che non tengano conto dei rischi climatici più ricorrenti rappresenta un controsenso:
«Imporre coperture assicurative che escludono i rischi più ricorrenti del cambiamento climatico è un controsenso che penalizza il ceto produttivo».

L’associazione fa sapere di essere già attiva nel supporto alle imprese associate, anche attraverso soluzioni assicurative a costi agevolati, ma ribadisce la necessità di un cambio di rotta da parte delle istituzioni:
«È tuttavia fondamentale che le istituzioni nazionali comprendano che il tempo delle soluzioni “tampone” o parziali è finito».

«Stesso mercato, stesse regole»

Confcommercio Grosseto continuerà a seguire la vicenda nelle sedi istituzionali, chiedendo una revisione complessiva del provvedimento. L’obiettivo è ristabilire un principio ritenuto fondamentale per il mondo produttivo: “stesso mercato, stesse regole”, affinché le imprese non siano ulteriormente penalizzate da norme giudicate incoerenti e discriminatorie.

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