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Chi l’ha visto? stasera 22 aprile: tracce di morte tra riesumazioni e veleni invisibili

Giovanni Ramiri

22 Aprile 2026, 09:32

Chi l’ha visto? stasera 22 aprile: tracce di morte tra riesumazioni e veleni invisibili

La conduttrice Federica Sciarelli

Il mercoledì sera di Rai 3 si tinge di tinte fosche con un appuntamento che promette di scuotere le coscienze e ribaltare verità che sembravano consolidate. Federica Sciarelli torna alla guida di Chi l'ha visto? oggi, 22 aprile, mettendo al centro dei riflettori l'inquietante parabola di Emiliano Milza. Quello che era iniziato come l'atroce omicidio di una compagna per scopi di lucro — l'incasso di un premio assicurativo — si sta trasformando in un'indagine su un possibile serial killer familiare. La riesumazione del corpo del padre di Milza segna un punto di non ritorno: il sospetto della Procura è che l'uomo possa aver eliminato sistematicamente chiunque lo ostacolasse o potesse garantirgli un vantaggio economico, inclusa la badante peruviana della famiglia. Attraverso testimonianze inedite, il programma cercherà di far luce sull'eventuale somministrazione di dosi letali di farmaci, un metodo silenzioso che potrebbe aver celato per anni una scia di sangue invisibile.

Il viaggio nell'orrore prosegue verso il Molise, dove il mistero di Campobasso resta una ferita aperta e densa di interrogativi tecnici. La morte di madre e figlia per avvelenamento da ricina è un rebus che attende risposte dai laboratori di Pavia e Bari. Gli esperti sono al lavoro su accertamenti irripetibili per stabilire non solo il momento esatto dell'ingestione della sostanza letale, ma soprattutto per capire se le due donne fossero i reali bersagli di un piano premeditato o se si sia trattato di un tragico errore di percorso. La redazione di Federica Sciarelli ha rintracciato documenti esclusivi che potrebbero aggiungere un tassello mancante a una dinamica ancora troppo confusa.

Infine, la trasmissione darà voce al grido di dolore, misto a rabbia, della famiglia di Alessandro Venturelli. Nonostante la decisione del giudice di archiviare il caso — motivata dall'assenza di prove concrete che facciano pensare a un sequestro o a un atto di violenza — i genitori non si arrendono. Per chi ama, una scomparsa non può finire in un faldone impolverato solo perché mancano indizi di reato. Il programma rilancia l'appello per Alessandro, ribadendo che la ricerca di un figlio non può e non deve conoscere la parola "fine" finché non ci sarà una risposta definitiva sulla sua sorte.

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