In tv
Paolo Zampolli, inviato di Trump, qui con il vicepresidente Vance
Nella serata di domenica 19 aprile, le telecamere di Report tornano ad accendere i riflettori su una fitta trama di interessi che lega sicurezza nazionale, criminalità organizzata e politica internazionale. Sigfrido Ranucci apre la puntata con un'inchiesta esplosiva di Daniele Autieri che punta dritta al cuore del Cantiere Vittoria di Rovigo. Quella che sembrava essere un’eccellenza della cantieristica italiana si rivela, secondo l'indagine "Il cantiere dei misteri", uno snodo nevralgico dove il traffico di armi e il riciclaggio di denaro si intrecciano con la gestione strategica dei flussi migratori e i rapporti diplomatici con la Libia. L'inchiesta non si ferma ai confini del cantiere, ma segue le tracce di infiltrazioni della camorra fino a lambire i drammatici fatti del 16 ottobre 2025, l'attentato che ha colpito lo stesso Ranucci e i suoi familiari.
Lo scontro internazionale: Il caso Epstein e la diffida di Zampolli
Il clima si fa ancora più teso con il servizio "La guerra di Epstein" firmato da Sacha Biazzo. Al centro del racconto c'è il legame tra la coppia presidenziale americana e Jeffrey Epstein, il finanziere al centro di uno dei più grandi scandali di abusi sessuali della storia. Nonostante le smentite pubbliche di Melania Trump, Report ha raccolto in Brasile la testimonianza esclusiva di Amanda Ungaro, ex compagna di Paolo Zampolli, l'italiano che ricopre il ruolo di inviato speciale di Donald Trump per le partnership globali.
La messa in onda del servizio è stata preceduta da un duro scontro legale. Zampolli ha infatti tentato di bloccare l'inchiesta attraverso una diffida ufficiale, sostenendo che il suo coinvolgimento negli "Epstein Files" sia irrilevante e che le dichiarazioni della Ungaro siano del tutto infondate. La difesa di Zampolli punta il dito anche su un presunto "off record" riguardante alcune affermazioni sprezzanti sulle donne brasiliane. Tuttavia, la redazione di Report ha risposto con fermezza: Zampolli è un funzionario pubblico di alto livello e le sue dichiarazioni sono state rilasciate dopo un'intervista durata oltre un'ora, con la telecamera riaccesa su sua esplicita richiesta. Per queste ragioni, il diritto di cronaca prevarrà sulla diffida.
Violenze nei macelli e il fallimento del monouso
La puntata prosegue con un'incursione brutale nel mondo dell'industria della carne. Giulia Innocenzi documenta l'aggressione subita dal videomaker Giovanni De Faveri, colpito con un bastone di ferro mentre filmava lo scarico di bestiame presso il macello Mario Troni a Monzambano. Le immagini esclusive ottenute da Report mostrano criticità igieniche e strutturali che il proprietario, Raoul Troni, avrebbe cercato di nascondere con la violenza, arrivando a distruggere l'attrezzatura della troupe.
In chiusura, Lab Report analizza il paradosso della normativa italiana sulla plastica monouso. Sebbene l'Europa abbia imposto con la direttiva SUP il bando di piatti, cannucce e posate, l'Italia sembra aver adottato una strategia di resistenza. Attraverso vuoti normativi e interpretazioni creative del mercato, il nostro Paese ha trovato scorciatoie per non rinunciare totalmente ai prodotti usa e getta, rallentando di fatto la transizione ecologica necessaria per la salvaguardia dei mari.
L'appuntamento con la cronaca senza sconti di Report è per stasera, alle 20.30 su Rai 3.
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