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Il sabato sera di Rai 2 si tinge nuovamente del blu d'ordinanza della polizia di Los Angeles. A partire da stasera sabato 18 aprile, in prima visione assoluta, John Nolan torna a pattugliare le strade della California nella settima, attesissima stagione di "The Rookie". Quella che era nata come la scommessa di un uomo di mezza età in cerca di riscatto è diventata oggi una colonna portante della serialità poliziesca contemporanea, capace di mescolare con equilibrio il dramma d'azione e l'ironia scanzonata del suo protagonista, l'inossidabile Nathan Fillion.
La nuova stagione si apre sotto il segno dell' emergenza. Il dipartimento è chiamato a una ricostruzione morale e d'organico senza precedenti dopo lo scandalo corruzione che ha travolto i vertici. Con il Capitano Grey promosso al grado di tenente e i ranghi decimati dai licenziamenti, la pressione sui veterani è ai massimi storici. Ma la minaccia più insidiosa per Nolan è personale: l'evasione dei pericolosi Jason e Oscar trasforma la vita privata dell'agente in una fortezza blindata, spingendolo a misure drastiche per proteggere Bailey.
Il cuore pulsante del racconto resta però il passaggio di testimone generazionale. L'arrivo delle nuove reclute, Miles e Seth, promette di scuotere le dinamiche interne al gruppo. Se il primo porta con sé l'esperienza rude del Texas, il secondo incarna il paradosso della divisa: una teoria impeccabile che si scontra con una tragica lentezza decisionale sul campo. Questi nuovi ingressi metteranno a dura prova le doti pedagogiche di Chen e Tim, chiamati a plasmare la prossima generazione di agenti in un clima di diffidenza generale.
A complicare il quadro interviene la figura enigmatica dell' "Osservatore", un vigilante mascherato che decide di farsi giustizia da solo, cavalcando l'onda del malcontento popolare contro le istituzioni. In un gioco di specchi tra chi indossa la maschera e chi porta il distintivo, Nolan e la sua squadra dovranno dimostrare che la legge ha ancora un senso, anche quando il sistema sembra cedere sotto il peso dei propri errori.
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