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Lo Stato delle Cose, ultima puntata stasera 13 aprile: le verità nascoste tra il dna di Garlasco e le mail segrete di David Rossi

Giovanni Ramiri

13 Aprile 2026, 11:58

Lo Stato delle Cose, ultima puntata stasera 13 aprile: le verità nascoste tra il dna di Garlasco e le mail segrete di David Rossi

Massimo Giletti

L’appuntamento è fissato per stasera, lunedì 13 aprile, alle ore 21.20 su Rai 3. Massimo Giletti torna in prima serata con una puntata de Lo Stato delle Cose che promette di scuotere l’opinione pubblica attraverso un percorso narrativo che intreccia l’attualità più stringente ai grandi misteri irrisolti della cronaca italiana. Il sipario si alza con un momento di riflessione profonda affidato a Michele Santoro, chiamato a decodificare le tensioni che animano il panorama nazionale e internazionale in un’apertura che si preannuncia densa di analisi politica e sociale.

Il cuore del programma batte però sul fronte investigativo, riportando l'attenzione sul delitto di Garlasco. Dopo oltre un anno di nuove indagini, il caso sembra essere giunto a un punto di svolta decisivo riguardante la posizione di Andrea Sempio. Il dibattito si accende attorno alle tracce biologiche ritrovate sotto le unghie di Chiara Poggi, riconducibili alla linea maschile della famiglia Sempio. Per fare chiarezza su questo elemento tecnico fondamentale interviene in studio Marzio Capra, il genetista che assiste la famiglia Poggi fin dalle prime battute di questa tragica vicenda, offrendo una prospettiva scientifica su prove che potrebbero riscrivere la verità processuale.

L’inchiesta si sposta poi oltre i confini nazionali, riprendendo il filo della latitanza di Totò Riina a Malta. Dopo le rivelazioni della scorsa settimana sulle due ville riconducibili al boss, il programma approfondisce la fitta rete di interessi che il capo di Cosa Nostra coltivava sull'isola. Emergono nuovi e inquietanti dettagli sulla «connessione maltese» e sulle figure chiave che avrebbero garantito protezione e supporto logistico al boss, svelando un sistema di coperture finora rimasto nell'ombra.

La serata si chiude con un nuovo, esplosivo capitolo sul caso David Rossi. Grazie all'attività della Commissione parlamentare d’inchiesta guidata da Gianluca Vinci, sono state rintracciate ben ventisei nuove email nel computer dell'ex capo della comunicazione di MPS. Questi messaggi citano un noto esponente politico che, secondo alcune testimonianze, si sarebbe trovato negli uffici della banca proprio la sera della morte di Rossi. A rendere il quadro ancora più torbido si aggiungono le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia vicino alla ’Ndrangheta, il quale sostiene di aver avuto un ruolo attivo nell'omicidio, aprendo uno squarcio su una possibile pista mafiosa finora mai pienamente esplorata.

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