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Guerra

A Grosseto una conferenza sull’arte come strumento di pace

Carolina  Brugi

31 Marzo 2026, 09:24

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La sede del Polo universitario grossetano

Un nuovo appuntamento culturale invita il pubblico a riflettere sul rapporto tra arte e guerra, offrendo uno sguardo profondo e attuale sul tema della pace. Venerdì 10 aprile 2026, alle ore 16.00, presso l’Aula Magna della Fondazione Polo Universitario Grossetano (via Ginori 43), si terrà la conferenza dal titolo “Il volto multiforme della pace nell’arte”. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Archeologica Maremmana in collaborazione con la Fondazione, vedrà come relatrice l’architetto e storica dell’arte Vera Giommoni. Al centro dell’incontro, una riflessione intensa e articolata sul ruolo dell’arte nella rappresentazione dei conflitti e, soprattutto, nella costruzione di una coscienza critica collettiva. L’arte, sottolinea Giommoni, è “naturaliter contro la guerra”: anche quando ne racconta gli eventi, non ne celebra la violenza, ma ne restituisce il dramma umano, la sofferenza e le contraddizioni.

Attraverso i secoli, pittura, scultura e arti visive hanno saputo trasformarsi in strumenti di memoria e denuncia, offrendo prospettive alternative alla narrazione dominante del conflitto. Non un’esaltazione della vittoria, ma un invito a riconoscere le ferite della storia e a sviluppare una consapevolezza più profonda. In questo senso, l’arte si configura come un potente mezzo di resistenza culturale: capace di scuotere le coscienze, rompere l’indifferenza e stimolare la partecipazione. Un linguaggio universale che, pur non potendo fermare la guerra, contribuisce a decostruirne la logica e a immaginare un presente diverso.

Come ricordava la scrittrice Elsa Morante, la guerra è “lo scandalo della storia”. Ed è proprio contro questo scandalo che l’arte continua a opporsi, insegnandoci a guardare il mondo con occhi critici e umani. L’incontro si preannuncia come un’occasione preziosa per studenti, appassionati e cittadini interessati ad approfondire il valore etico e civile dell’arte nel nostro tempo.

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