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Memoria viva

80 anni di democrazia: a Grosseto riemerge il primo voto libero

All’Archivio di Stato documenti originali, manifesti e il debutto del voto alle donne: un viaggio nel 1946 che parla al presente

Roberto Bata

28 Marzo 2026, 05:47

80 anni di democrazia: a Grosseto riemerge il primo voto libero che cambiò tutto

L'inaugurazione della mostra all'Archivio di Stato a Grosseto

Un viaggio a ritroso nel tempo, fino a quel fatidico 1946 che segnò la rinascita civile dell’Italia e della Maremma. È stata inaugurata questa mattina presso l’Archivio di Stato di Grosseto la mostra documentaria “1946-2026: 80 anni di democrazia locale”, un’iniziativa promossa dalla presidenza del Consiglio comunale in sinergia con la Prefettura e l'Archivio stesso.

La scelta della data, il 27 marzo, riveste un significato profondamente simbolico: coincide infatti con l’anniversario della prima seduta del Consiglio comunale grossetano dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

I tesori in esposizione: manifesti, verbali e il voto alle donne

Il percorso espositivo ripercorre le elezioni amministrative del 10 marzo 1946 attraverso materiali originali di rara suggestione:

  • Manifesti elettorali e istruzioni originali per il voto;

  • Verbali d'insediamento e atti di nomina dei primi amministratori del dopoguerra;

  • Documentazione sulla prima partecipazione delle donne al voto, momento spartiacque per una democrazia finalmente rappresentativa.

«Gli archivi non sono semplici depositi, ma custodi di memoria viva», ha sottolineato il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna durante la cerimonia, ricordando come il voto femminile nel '46 non fu solo un diritto acquisito, ma un passo decisivo verso una rinascita collettiva.

Il valore educativo della mostra è stato il filo conduttore degli interventi istituzionali. Il presidente del Consiglio comunale, Fausto Turbanti, ha evidenziato come il Consiglio sia «il luogo del dialogo e della responsabilità», mentre il prefetto Paola Berardino ha rimarcato l'importanza di riscoprire le radici delle istituzioni per rafforzare il senso civico.

Proprio per coinvolgere i più giovani, il provveditore agli studi Alessandra Liberatore ha invitato formalmente le scuole a visitare l'esposizione: «L'integrazione dell'educazione civica nel percorso scolastico permette di ridurre la distanza tra giovani e vita pubblica».

Informazioni utili per la visita

La mostra resterà aperta con ingresso libero fino al 29 maggio 2026 presso la sede dell’Archivio di Stato.

Orari di apertura:

  • Lunedì – Venerdì: ore 09:00 – 13:00

  • Martedì e Giovedì: apertura pomeridiana ore 13:30 – 17:00

Per informazioni sono a disposizione il numero di telefono 0564 24576 e l'E-mail as-gr@cultura.gov.it.
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