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Proteste contro il Ponte e Riccardo Iacona
Domenica 22 marzo torna su Rai 3 PresaDiretta con una puntata che intreccia due grandi temi del presente e del futuro: il controverso Ponte sullo Stretto di Messina e la rivoluzione globale dell’intelligenza artificiale.
Il Ponte sullo Stretto: tra sviluppo e conflitto sociale
La serata si apre con “PresaDiretta Open”, che accende i riflettori sul progetto del Ponte sullo Stretto, tornato al centro del dibattito dopo la delibera della Corte dei conti e il nuovo decreto del governo guidato da Giorgia Meloni.
A Messina, il progetto da oltre 13 miliardi di euro divide profondamente la popolazione. Da un lato ci sono i cittadini che rischiano l’esproprio delle proprie case e i comitati contrari all’opera; dall’altro chi vede nel ponte un’occasione storica di sviluppo.
Il reportage racconta una città simbolo delle contraddizioni italiane: Messina registra il più alto tasso di spopolamento in Europa e solo un abitante su tre ha accesso continuo all’acqua. In questo contesto fragile si inserisce un’infrastruttura gigantesca, il cui impatto economico – secondo Unioncamere Sicilia – potrebbe superare i 23 miliardi di euro. Un beneficio, però, che rischia di concentrarsi soprattutto nelle regioni del Nord come Lombardia, Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna.
In studio, il tema sarà approfondito dal conduttore Riccardo Iacona insieme a Peter Gomez, direttore de Il Fatto Quotidiano online.
“Rivoluzione artificiale”: il mondo che cambia
A seguire, la puntata entra nel cuore della trasformazione tecnologica più radicale del nostro tempo: l’intelligenza artificiale.
Il viaggio parte dalla Cina, dove il governo ha lanciato il piano “AI Plus”, con investimenti per 200 miliardi di dollari. Dalle scuole primarie fino ai laboratori avanzati di Pechino e Suzhou, il Paese sta integrando l’IA in ogni settore produttivo: robot umanoidi, fabbriche automatizzate e studenti giovanissimi già impegnati nella programmazione.
Ma la rivoluzione non è senza conseguenze.
In Italia, l’impatto si vede già: nell’hinterland milanese, i datacenter stanno occupando terreni agricoli del Parco Agricolo Sud, consumando grandi quantità di energia e acqua, in assenza di una normativa nazionale chiara. Una trasformazione silenziosa che solleva interrogativi cruciali: queste infrastrutture servono davvero al sistema Paese o soprattutto alle grandi aziende tecnologiche straniere?
Il lavoro che scompare (e quello che cambia)
Uno dei focus più delicati riguarda il lavoro. Sempre più professionisti – traduttori, grafici, laureati – sono impiegati nell’addestramento dell’IA per compensi modesti, spesso tra i 12 e i 13 euro l’ora. Paradossalmente, contribuiscono allo sviluppo di tecnologie che potrebbero sostituirli.
L’ultima frontiera è quella dell’“IA agentica”: software capaci di svolgere compiti aziendali complessi, interagendo via chat come fossero colleghi umani.
A L'Aquila, dove i call center rappresentano una delle principali fonti di occupazione – soprattutto femminile – l’automazione è già una realtà. Il rischio è che a pagare il prezzo più alto siano proprio le categorie più fragili, in particolare le donne e chi svolge lavori ripetitivi difficili da riconvertire.
Una domanda aperta sul futuro
La puntata solleva una questione centrale: cosa accadrà alle migliaia di persone che non possono semplicemente “reinventarsi”?
Tra grandi opere divisive e rivoluzioni tecnologiche, PresaDiretta mette in scena un’Italia sospesa tra sviluppo, disuguaglianze e futuro incerto. Una doppia inchiesta che invita a riflettere su chi paga davvero il prezzo del progresso. "Rivoluzione artificiale" è un racconto del conduttore Riccardo Iacona e Maria Cristina De Ritis con Marcello Brecciaroli, Marco Della Monica, Irene Fornari, Luigi Mastropaolo, Teresa Paoli, Paola Vecchia, Emilia Zazza, Fabio Colazzo, Riccardo Cremona, Massimiliano Torchia.
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