Andrea Sempio e Massimo Giletti
Al centro della puntata de “Lo Stato delle Cose” – il programma di Massimo Giletti in onda lunedì 9 marzo alle 21.20 su Rai 3 – torna uno dei casi più controversi della cronaca italiana degli ultimi anni: la morte di David Rossi, il manager di Monte dei Paschi di Siena precipitato dalla finestra del suo ufficio nel 2013. Per anni quella morte è stata archiviata come suicidio, ma il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi e la riapertura delle indagini da parte della Procura di Siena hanno riacceso interrogativi mai davvero sopiti. Secondo le conclusioni della Commissione, infatti, la dinamica dei fatti non sarebbe compatibile con un gesto volontario. Da qui la domanda che attraversa da tempo il dibattito pubblico e che sarà al centro del confronto in studio: se non si è trattato di suicidio, chi ha ucciso David Rossi e perché?
A discutere di una vicenda che continua a sollevare dubbi su poteri, responsabilità e verità giudiziaria saranno la figlia della vittima, Carolina Orlandi, da anni impegnata nella ricerca della verità sulla morte del padre, l’avvocato della famiglia Carmelo Miceli e il presidente della Commissione parlamentare Gianluca Vinci. Il confronto promette di riaprire uno dei dossier più delicati della recente storia finanziaria e giudiziaria italiana, legato anche alle turbolenze che negli stessi anni attraversavano la banca senese.
Come di consueto, la puntata sarà attraversata anche dall’intervento di Michele Santoro, che offrirà la sua lettura dello “stato delle cose” in Italia e nel mondo. L’analisi si concentrerà soprattutto sulle tensioni internazionali che stanno ridisegnando gli equilibri geopolitici. Il conflitto tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra sta infatti mettendo sotto pressione la politica internazionale e, indirettamente, anche quella europea e italiana. La domanda che attraversa le cancellerie è la stessa che sarà posta nello studio di Giletti: quali scenari potrebbero aprirsi nelle prossime settimane e quanto rischia di allargarsi una crisi che già oggi pesa sugli equilibri diplomatici globali?
La puntata tornerà poi su un’altra vicenda giudiziaria che negli ultimi mesi è tornata al centro dell’attenzione pubblica: il delitto di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 a Garlasco. Dopo la condanna definitiva di Alberto Stasi, la riapertura di nuove piste investigative ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio. Proprio Sempio ha parlato con Giletti raccontando le sue paure e il clima di incertezza che vive da oltre un anno, da quando l’indagine è stata riaperta. Il timore di un processo e persino di finire in carcere, nonostante le precedenti archiviazioni, è oggi uno dei nodi centrali di una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica.
Intanto prosegue anche lo scontro tra consulenti attorno a uno degli elementi più discussi del caso: la cosiddetta cartella “militare” ritrovata nel computer di Stasi, contenente immagini pornografiche. Un dettaglio investigativo che negli anni ha alimentato molte ipotesi e interrogativi, tra cui uno particolarmente delicato: Chiara Poggi aveva visto quei file la sera prima di essere uccisa? A rispondere in esclusiva nel corso della trasmissione sarà il consulente informatico della difesa di Stasi, offrendo la propria ricostruzione tecnica di uno dei passaggi più controversi dell’indagine.
La puntata affronterà infine anche una tragedia che ha scosso l’opinione pubblica per il suo drammatico epilogo: la morte del piccolo Domenico, deceduto a Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. L’inchiesta giudiziaria sta cercando di fare luce su quella che potrebbe essere stata una catena di errori medici nelle fasi cruciali dell’intervento e dell’assistenza sanitaria. In studio porteranno la loro testimonianza la madre del bambino, Patrizia, l’avvocato Francesco Petruzzi e il cronista de Il Mattino Giuseppe Crimaldi, che segue da vicino gli sviluppi dell’indagine.
Tra misteri irrisolti, nuove piste investigative e tensioni internazionali, la puntata del 9 marzo de “Lo Stato delle Cose” si muove così lungo un filo comune: la ricerca della verità, sia nei grandi casi giudiziari italiani sia nei conflitti che stanno ridefinendo lo scenario globale. Una serata che promette confronto, testimonianze e domande ancora aperte su alcune delle vicende più complesse dell’attualità.
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