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Proteste contro le Olimpiadi, degrado e malagiustizia: il nuovo viaggio di Farwest stasera 10 febbraio

Giovanni Ramiri

10 Febbraio 2026, 12:20

Proteste contro le Olimpiadi, degrado e malagiustizia: il nuovo viaggio di Farwest stasera 10 febbraio

Proteste contro le Olimpiadi e Salvo Sottile

Riparte dalle piazze e dagli scontri l’inchiesta che apre il nuovo appuntamento con Farwest, il programma di approfondimento condotto da Salvo Sottile, in onda martedì 10 febbraio alle 21.20 su Rai 3. Una puntata che sceglie di entrare senza filtri nelle fratture più evidenti del Paese, mettendo al centro proteste, conflitti sociali, degrado urbano e casi emblematici di malagiustizia.

Il racconto prende avvio dalle manifestazioni dei gruppi antagonisti di sinistra contro le Olimpiadi invernali, un fronte di protesta che nelle ultime settimane ha riacceso tensioni e polemiche. A distanza di pochi giorni dagli scontri avvenuti a Torino durante il corteo in difesa del centro sociale Askatasuna, cinquemila persone hanno sfilato a Milano, unite dalla contestazione contro la presenza dell’Ice e contro i grandi eventi considerati simbolo di speculazione e trasformazione urbana. Le telecamere di Farwest hanno seguito la manifestazione passo dopo passo, documentando l’escalation che ha portato agli scontri nel quartiere Corvetto, trasformando la protesta in un terreno di confronto violento.

Il viaggio dell’inchiesta torna poi a Torino, dove vengono raccolte le voci dei militanti che rivendicano le proprie battaglie e la legittimità dello scontro di piazza come strumento politico. Accanto a loro, il punto di vista dei giornalisti e dei reporter che hanno seguito i fatti sul campo, offrendo uno sguardo più ampio e complesso su dinamiche spesso raccontate in modo frammentario. Ne emerge un quadro fatto di identità, rivendicazioni e contraddizioni, in cui la protesta continua a dividere l’opinione pubblica.

Al centro dell’inchiesta c’è anche l’analisi di una rete di violenza organizzata che collegherebbe gli episodi di Torino alle storiche mobilitazioni No Tav in Val di Susa, considerate da alcuni come un laboratorio permanente di antagonismo. In primo piano, le testimonianze degli uomini delle forze dell’ordine impegnati nei servizi di ordine pubblico, che raccontano le difficoltà operative, i momenti di tensione e il confine sottile tra gestione della sicurezza e rischio di degenerazione. L’indagine si spinge fino all’ipotesi dell’esistenza di una vera e propria “palestra” dell’antagonismo, capace di formare e alimentare pratiche di conflitto che poi si riversano nei contesti urbani.

La puntata cambia poi scenario ma non intensità, spostandosi a Roma, all’interno dei principali cimiteri cittadini. Qui Farwest documenta incuria, degrado e carenze sul fronte della sicurezza, restituendo l’immagine di luoghi che dovrebbero essere tutelati e che invece appaiono abbandonati. Un’inchiesta che prova a individuare responsabilità e possibili soluzioni, con l’obiettivo di restituire dignità a spazi pubblici che appartengono all’intera comunità.

Si va quindi a Ostia, sul litorale romano, per raccontare la vicenda del Faber Village, ex stabilimento balneare confiscato alla criminalità organizzata e divenuto nel tempo simbolo di occupazioni, abbandono e degrado. Le immagini mostrano cosa accade all’interno della struttura e seguono il blitz delle forze dell’ordine, impegnate nell’identificazione degli occupanti, offrendo uno spaccato concreto su ciò che accade quando i beni sottratti alle mafie restano senza una reale gestione.

In chiusura, Farwest torna a occuparsi dei drammi della malagiustizia, ripercorrendo il caso di Giuseppe Melzi, noto avvocato milanese arrestato con l’accusa di essere un pericoloso capoclan della ’ndrangheta. Secondo l’impianto accusatorio, la cosca avrebbe addirittura avuto la propria sede operativa nel suo studio legale. Accuse pesantissime che, col tempo, si sono rivelate totalmente infondate, lasciando dietro di sé una storia di errori giudiziari e conseguenze personali devastanti.

Farwest, realizzato da Salvo Sottile insieme a una squadra di inviati che percorre l’Italia reale senza sconti, costruisce così una puntata che intreccia conflitto sociale, degrado urbano e giustizia negata, offrendo uno sguardo diretto e spesso scomodo sulle zone d’ombra del Paese.

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