Spettacolo
Invito all'opera (elaborazione immagine Ai)
Con la proiezione de “La Bohème”, in programma domenica 8 febbraio al Teatro Andrea Camilleri di Santa Fiora, prende il via la seconda edizione di “Invito all’Opera”, il progetto della Filarmonica Gioberto Pozzi dedicato alla divulgazione dell’opera lirica. La rassegna 2026 è interamente consacrata a Giacomo Puccini e proseguirà domenica 1° marzo con “Tosca” e domenica 22 marzo con “Madama Butterfly”.

Santa Fiora
Ogni appuntamento è strutturato come un vero e proprio viaggio guidato all’interno del capolavoro pucciniano scelto.
Alle 16.30 si tiene la guida all’ascolto con il maestro Daniele Fabbrini, che accompagna il pubblico alla scoperta della trama, dei personaggi e delle arie più celebri, contestualizzando l’opera nella biografia di Puccini e nella tradizione teatrale.
Alle 18.00 è previsto un’apericena conviviale.
Alle 19.00 segue la proiezione dell’opera in una versione registrata in uno dei teatri lirici più prestigiosi.
I biglietti sono acquistabili:
Tariffe:
25 euro per il singolo ingresso
60 euro per il carnet da 3 ingressi
sconto del 50% per i giovani 13–25 anni
Per informazioni: 3299413343 – 3498193723 – 3783027852.
La rassegna “Invito all’Opera” costruisce un piccolo viaggio dentro l’universo pucciniano partendo da tre titoli che, pur diversissimi per ambientazione, raccontano la stessa ossessione del compositore: l’amore assoluto e il destino tragico delle sue eroine. In “La Bohème” la storia di Mimì e Rodolfo mette in scena la giovinezza povera e spensierata dei bohémiens parigini, ma dietro il realismo degli interni d’atelier affiora il tema della fragilità: un amore intensissimo, consumato dalla malattia e dalla miseria quotidiana.

Costumi storici dell'opera "Tosca" di Giacomo Puccini esposti all'interno del foyer del Teatro dell'Opera di Roma (foto LaPresse)
Con “Tosca” l’orizzonte si fa politico e drammatico: la passione tra Floria e Cavaradossi si intreccia alla violenza del potere e alla figura minacciosa di Scarpia, ma al centro resta ancora una donna che sceglie fino in fondo, pagando con la vita pur di non piegarsi al ricatto. In “Madama Butterfly” l’amore cieco di Cio-Cio-San per Pinkerton diventa tragedia culturale e psicologica: Puccini segue dall’interno il crollo di una giovane donna abbandonata, trasformando l’intreccio esotico in un dramma modernissimo sulla perdita e sull’illusione.
Così, tra la soffitta parigina, la Roma papalina e il Giappone di inizio Novecento, il pubblico di Santa Fiora potrà riconoscere il filo comune delle tre opere: protagoniste femminili scolpite a tutto tondo, un linguaggio musicale che fonde canto e “parola parlata” in chiave verista, e una straordinaria capacità di Puccini di trasformare sentimenti quotidiani – gelosia, povertà, attesa, tradimento – in melodramma universale.
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