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Musica

Lucio Corsi con la giacca di Freddie Mercury: la pausa dal European Tour negli studi di Cesare Cremonini a Bologna

Il custode della storica giacca acquistata all'asta da Sotheby's, ha scelto il cantante maremmano per indossarla

Federico Catocci

29 Gennaio 2026, 05:53

Lucio Corsi con la giacca di Freddie Mercury: la pausa dal European Tour negli studi di Cesare Cremonini a Bologna

Lucio Corsi ha fatto una visita agli studi di Cesare Cremonini a Bologna, dove il cantante bolognese lo ha onorato facendogli indossare la giacca storica con cui Freddie Mercury ha registrato "Bohemian Rhapsody" ai Rockfield Studios nel Galles nel 1975. Un momento ricco di simbolismo per il cantautore maremmano, che continua il suo European Tour 2026 tracciando così un ponte ideale con l'eredità dei grandi del rock internazionale e trovando riconoscimento da uno dei principali artisti della scena italiana contemporanea.

Lucio Corsi in una delle foto di Cremonini

Una giacca carica di storia e significato

Cesare Cremonini non è uno qualunque per chi ama il rock e la storia della musica: ha un tatuaggio del volto di Freddie Mercury su un braccio e, anni fa, ha acquisito all'asta da Sotheby's la giacca che Mercury indossava nel 1975 durante le sessioni di registrazione di "Bohemian Rhapsody" presso i Rockfield Studios di Monmouth, nel Galles. Quella giacca rimase per anni una reliquia custodita da Cremonini. Un oggetto di culto musicale mai indossato da alcun artista, nemmeno dal cantante bolognese stesso che dice nel post di non entrarci.

Così quando Lucio Corsi è passato per Bologna, in pausa dal suo tour europeo, Cremonini ha colto l'occasione per far vestire al collega quello che potremmo definire un capo simbolico del rock mondiale. Non si tratta di un gesto casuale, ma di un riconoscimento esplicito nei confronti di un artista che Cremonini vede come depositario di quella sensibilità e di quel rigore che caratterizzano i veri cantautori.

«Oggi il favoloso Lucio Corsi è passato a trovarmi in studio perché di passaggio a Bologna – scrive Cremonini sui social, accompagnando il post con foto dell'incontro – e ho approfittato per fargli indossare la giacca con cui Freddie Mercury ha registrato "Bohemian Rhapsody" negli studi Rockfield in Inghilterra nel 1975». Il tono colloquiale nasconde in realtà un omaggio importante: il fatto che Cremonini scelga proprio Corsi per vestire quella giacca non è casuale.

«Sembra nato per vestire i panni del rock»

Cremonini ha accompagnato il gesto con parole affettuose che riconoscono in Corsi una sensibilità artistica particolare e una vicinanza ideale al mondo musicale che lo stesso Cremonini onora e promuove. «Lucio sembra nato per vestire i panni del rock delle regine – scrive ancora – Gli sta bene, no? Lucio è un'anima così speciale. A presto, amico mio!».

Corsi durante la prova della giacca

Quella frase – "rock delle regine" – è una citazione che fa ulteriormente onore a Corsi anche perché "Queen" era il nome della band di Freddie Mercury, ma anche un modo poetico di dire che il cantante maremmano possiede una regalità artistica, una dignità nell'approccio al proprio mestiere. Lo scatto, condiviso con foto di repertorio che ritraggono lo stesso Freddie Mercury con indosso quella giacca durante le registazioni storiche, ha rapidamente girato i social, alimentando speculazioni su una possibile collaborazione futura tra i due artisti.

Da Bologna verso il resto d'Europa

L'incontro bolognese si inserisce nel contesto del European Tour 2026 di Corsi, o meglio come una pausa italiana del tour, il quale sta consolidando la sua presenza internazionale con una serie di date in tutta Europa. Dopo la tappa di Lugano al Padiglione Conza e altre date già svolte, il cantautore maremmano continua la sua avanzata continentale con uno stile e un'estetica che lo contraddistinguono: la Maremma come punto di partenza, il rock come linguaggio universale, la poesia come bussola.

 

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Nel suo repertorio attuale, Corsi porta avanti il dialogo con la tradizione del rock europeo e del cantautorato novecentesco, proprio quello che celebra anche Cremonini con il suo tatuaggio di Mercury e con la custodia di quella giacca. La visita allo studio di Bologna, pur breve, suggella una continuità tra generazioni: quella di Freddie Mercury e dei Queen degli anni Settanta e quella di artisti come Cremonini e Corsi che guardano a quell'eredità non con nostalgia sterile, ma come fonte viva di ispirazione per il presente e il futuro.

Il tour prosegue con un calendario fitto di date europee che vedrà Corsi transitare per le principali città del continente, portando la sua visione molto personale – i personaggi bizzarri, i paesaggi mentali sospesi tra realtà e fiaba, l'immaginario visivo caratteristico – sui palcoscenici internazionali. Prossima tappa: Zurigo il 1° febbraio, dove il pubblico svizzero potrà ascoltare dal vivo uno degli artisti più interessanti della scena italiana contemporanea.

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