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Antonio Di Pietro volto simbolo di Tangentopoli
Mercoledì 21 gennaio, in prima serata su La7, va in onda l’ultimo appuntamento della nuova stagione di “Una giornata particolare”, il programma di Aldo Cazzullo che chiude il suo percorso con una puntata dal forte impatto storico e civile: “Lo scandalo infinito, dalla Banca Romana a Tangentopoli”. Un racconto che mette in parallelo due terremoti italiani, esplosi a cent’anni di distanza, ma uniti dagli stessi ingredienti: avidità, potere, corruzione e crollo delle istituzioni.
Il primo scandalo prende forma il 20 dicembre 1892, quando alla Camera dei Deputati il parlamentare Napoleone Colajanni porta alla luce un’inchiesta destinata a sconvolgere il Paese. Al centro c’è la Banca Romana, una delle principali banche dell’Italia post-unitaria, accusata di conti falsificati, emissioni irregolari di denaro e investimenti spericolati. Quello che inizialmente sembra un caso isolato si trasforma rapidamente in un sistema corrotto che coinvolge banchieri, imprenditori e politici, mettendo a nudo le fragilità dello Stato liberale.

Aldo Cazzullo
Aldo Cazzullo ripercorre quei giorni entrando in un luogo simbolo nato proprio come risposta a quello scandalo: la Banca d’Italia. Per la prima volta, le telecamere di Una giornata particolare accedono a uno spazio solitamente inaccessibile, il caveau che custodisce l’oro, simbolo di una fiducia da ricostruire dopo il tracollo morale e finanziario.
Il racconto salta poi avanti di cento anni, arrivando al 3 luglio 1992, seconda “giornata particolare” della puntata. Alla Camera, Bettino Craxi pronuncia il suo celebre discorso davanti a un’aula ammutolita, dichiarando che quasi tutti i partiti hanno fatto ricorso a finanziamenti illeciti o irregolari. È il cuore di Tangentopoli. Da lì, l’inchiesta Mani Pulite travolge la politica italiana, portando all’arresto di imprenditori e dirigenti di quasi tutti i partiti della Prima Repubblica, segnandone la fine definitiva.
Cazzullo, insieme agli “inviati nella storia” Claudia Benassi e Raffaele di Placido, attraversa i luoghi simbolo dei due scandali, in un viaggio che unisce geografia e memoria: dalla Cassazione all’ufficio di Mario Chiesa, dal carcere di Regina Coeli alla tenuta di Raul Gardini, fino alla Villa Reale di Monza e al Palazzo di Giustizia di Milano. Spazi che diventano teatro di un racconto corale fatto di ambizione, cadute e drammi personali.
Uno dei passaggi più forti riguarda proprio Raul Gardini, che si tolse la vita il giorno in cui avrebbe dovuto incontrare Antonio Di Pietro. Intervistato da Cazzullo, l’ex magistrato rivela un dettaglio inedito e sconvolgente: fu lui stesso a spostare la pistola, alterando la scena del suicidio. Una confessione che aggiunge nuove ombre a una delle pagine più drammatiche di Tangentopoli.
Ad arricchire la puntata, le voci di Antonio Di Pietro, della senatrice Stefania Craxi, figlia di Bettino, del giornalista e storico Paolo Mieli e della scrittrice Clotilde Bertoni, chiamati a rileggere quegli eventi non solo come cronaca giudiziaria, ma come snodi decisivi della storia italiana.
Con questa puntata finale, Una giornata particolare chiude la stagione mostrando come certi scandali non finiscono mai davvero, ma tornano ciclicamente, cambiando nomi, volti e contesti, lasciando però intatta la domanda centrale: che rapporto ha l’Italia con il potere e con la responsabilità?
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