ORBETELLO
La laguna di Orbetello torna protagonista sulla televisione nazionale. Nel pomeriggio di oggi, 6 gennaio, “Geo”, lo storico programma di Rai 3, ha dedicato una breve ma suggestiva flash a uno degli ecosistemi più affascinanti della Maremma, soffermandosi in particolare sull’airone cenerino e sul clima che si respira all’interno della laguna.

Orbetello nelle immagini Rai della trasmissione
Un racconto per immagini e parole che ha portato gli spettatori a passeggiare idealmente tra acqua, storia e biodiversità, guidati dal naturalista Francesco Pedretti.
Nel suo intervento, Pedretti ha spiegato l’origine geografica e naturale della laguna, sottolineandone l’unicità nel panorama costiero italiano.
«Questo mulino è in una laguna che si è formata quando le maree, quindi le onde, hanno accumulato due cordoni di sabbia che hanno unito il promontorio dell’Argentario, che un tempo era un’isola, alla terraferma della Toscana» ha raccontato.
Un processo naturale che ha portato alla nascita di uno specchio d’acqua di circa 26 chilometri quadrati, rimasto comunque in comunicazione con il mare e trasformato nel tempo anche dall’intervento umano.
Pedretti ha poi ricordato come la costruzione della diga che collega Orbetello al promontorio abbia diviso la laguna in due parti distinte: «Così la laguna è diventata formata da due mezze lagune: la laguna di Levante, dove sorge il sole, e la laguna di Ponente, dove c’è il mulino e dove tramonta».

Una panoramica sulla laguna durante la trasmissione
È proprio nella laguna di Ponente che si trova uno dei luoghi simbolo raccontati nel servizio: il mulino, elemento storico e paesaggistico che dialoga da secoli con l’ambiente naturale circostante.
Protagonista assoluto della flash di “Geo” è stato l’airone cenerino, considerato uno dei simboli della laguna di Orbetello.
«È il posto che ha scelto l’airone cenerino» ha spiegato Pedretti, sottolineando come l’animale sfrutti il mulino non solo come punto di osservazione, ma anche come postazione di caccia.

L'airone sul mulino
«L’airone approfitta di questo mulino antico e pieno di storia non solo per prendere il sole, ma anche per andare a pesca, perché con quei gradini che scendono verso l’acqua si è guadagnato una postazione privilegiata per arpionare qualche pesce di passaggio».
A chiudere il racconto, l’immagine più evocativa: quella dell’airone che lascia il mulino. «Quando se ne va, lo fa con un volo lento e maestoso, scivolando basso sull’acqua» racconta il presentatore.

Una delle immagini finali dell'airone
Una scena che sintetizza perfettamente lo spirito della laguna di Orbetello: un equilibrio delicato tra natura, storia e presenza umana, capace ancora di incantare e di trovare spazio nel racconto del servizio pubblico nazionale.

La laguna viene raccontata anche attraverso l'uomo e le sue abitudini, in questo caso un cittadino che porta a spasso i cani
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