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Forrest Gump non è mai esistito, ma queste storie sì: le vere vite che hanno ispirato il film cult in onda su Italia 1

Dietro al personaggio di Tom Hanks ci sono un reduce vero, un ragazzo che corse l’America e gli amici reali dell’autore Winston Groom

Giovanni Ramiri

04 Gennaio 2026, 16:14

Tom Hanks

Tom Hanks veste i panni di Forrest Gump

Il cult Forrets Gump stasera in tv su Italia 1 alle ore 21:20 è un film di Robert Zemeckis con Tom Hanks come protagonista. Non racconta la vita di una persona realmente esistita: il personaggio è di fantasia, nato dal romanzo omonimo di Winston Groom del 1986 e poi trasformato nel film nel 1994.

Eppure molte sue avventure sono costruite incollando eventi storici reali – guerra del Vietnam, marcia per i diritti civili, scandalo Watergate – e dettagli presi da persone che Groom ha conosciuto davvero.

Gli amici dell’autore dietro il “modo di essere” di Forrest

Alcuni tratti di Forrest nascono da figure reali dell’Alabama che l’autore ha frequentato. Groom ha citato fra le fonti di ispirazione amici come Jimbo Meador e George Radcliff, uomini semplici, grandi lavoratori, con un modo di parlare e di vedere il mondo che ritroviamo nel protagonista.

Da Jimbo viene l’idea dell’impresa dei gamberi e del sogno imprenditoriale in mare, che nel film diventa la Bubba Gump Shrimp Company; da queste persone derivano anche la parlata lenta, la schiettezza totale e quella miscela di ingenuità e saggezza che rende Forrest così riconoscibile.

Un protagonista che poteva essere John Travolta

Un’altra curiosità che può sorprendere chi guarda il film stasera su Italia 1: Tom Hanks non era la prima scelta per il ruolo. All’inizio, sembra infatti che i produttori avevano pensato a John Travolta, che però rifiutò la parte e in quegli anni scelse di lavorare su Pulp Fiction, uscito anch’esso nel 1994.

La scelta finale su Hanks ha segnato la storia del cinema: la sua interpretazione valse l’Oscar come miglior attore e rese Forrest uno dei personaggi più iconici degli anni Novanta, al punto che oggi è difficile immaginare il film con un altro volto.

Il vero eroe di guerra dietro il Forrest del Vietnam

La parte del film ambientata in Vietnam e la medaglia al valore ricevuta da Forrest si appoggiano a una storia realmente documentata: quella del soldato Sammy Lee Davis, artigliere dell’esercito americano, decorato con la Medaglia d’Onore per un’azione eroica nel 1967.

Nel film vengono addirittura utilizzate immagini d’archivio del vero Davis, “rimontate” sostituendo il suo volto con quello di Tom Hanks, per raccontare il conferimento della medaglia e legare la fiction a un episodio di eroismo autentico. Così, dietro al Forrest che salva i commilitoni in Vietnam, c’è un reduce in carne e ossa che compì davvero un’azione simile.

Il ragazzo che corse per l’America

Una delle sequenze più famose del film è la corsa attraverso gli Stati Uniti, con Forrest che attraversa il Paese più volte, radunando dietro di sé un piccolo “culto” di seguaci. Quella corsa trova un eco nella storia di Louis Michael Figueroa, ragazzo di 16 anni che nel 1982 percorse a piedi gli USA, dal New Jersey a San Francisco, per una raccolta fondi legata al cancro infantile.

L'evento a tema "Corri con Forrest" organizzato a Cinecittà World, nel 2019

Secondo diversi resoconti, lo stesso Figueroa avrebbe pronunciato una frase molto simile a quella resa celebre dal film, legata al correre “per la pace” e per una causa più grande di lui, poi rielaborata nella sceneggiatura. Anche qui, il film non racconta la sua vita, ma assorbe un’impresa reale per dare concretezza alla maratona senza fine di Forrest.

Perché ancora oggi sembra “una storia vera”

“Forrest Gump” funziona così bene perché mette un personaggio inventato dentro snodi reali della storia americana, facendogli incontrare presidenti, star, movimenti sociali e guerre vere, sempre con lo sguardo ingenuo di chi non si rende conto di essere al centro di tutto. La sensazione di assistere a una biografia reale nasce proprio da questo incastro tra fiction e realtà, in cui le vite di veri eroi di guerra, veri maratoneti e veri “Forrest” di provincia finiscono, senza nome, dentro un’unica grande storia

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