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L'operazione

Corsi fantasma in Maremma: così due società svuotavano le casse dello Stato, 200mila euro scippati al fisco

Giovanni Ramiri

30 Aprile 2026, 09:43

Corsi fantasma in Maremma: così due società svuotavano le casse dello Stato, 200mila euro scippati al fisco

Operazione della guardia di finanza

Nuovo colpo all'evasione fiscale e all'uso illecito delle agevolazioni statali nel territorio maremmano. I finanzieri del Comando Provinciale di Grosseto hanno eseguito, nei giorni scorsi, un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale locale su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento ha riguardato somme di denaro e beni per un valore complessivo di circa 200.000 euro, cifra considerata il profitto illecito derivante dall'indebita compensazione di crediti d'imposta legati alla cosiddetta Formazione 4.0.

L'operazione trae origine da una verifica fiscale dell'Agenzia delle Entrate condotta su una società operante nel settore della contabilità e della consulenza fiscale. Gli esiti di tale accertamento sono stati poi approfonditi dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Grosseto, i quali hanno portato alla luce un complesso sistema di raggiri. La società in questione avrebbe infatti abbattuto i propri debiti erariali dichiarando di aver fornito al personale dipendente numerosi corsi di specializzazione e aggiornamento tecnico-digitale, previsti dal piano nazionale per incentivare gli investimenti nelle imprese.

Le indagini hanno però rivelato una realtà ben diversa da quella dichiarata. Il bonus fiscale sarebbe stato ottenuto attraverso una documentazione falsa prodotta dalla società incaricata di erogare la formazione. Gli accertamenti hanno evidenziato che la ditta appaltatrice era in possesso di una certificazione necessaria per operare rilasciata da un fantomatico istituto con sede in Tunisia, ottenuta peraltro in data successiva rispetto all'inizio dei corsi stessi.

A chiudere il cerchio attorno agli indagati sono state le testimonianze dirette dei lavoratori. I finanzieri hanno individuato ed escusso tutti i dipendenti della società, i quali hanno confermato in modo unanime di non aver mai partecipato ad alcuna attività formativa. Sulla base di questo solido quadro indiziario, il provvedimento cautelare è stato eseguito nei confronti degli amministratori delle due società coinvolte, indagati a vario titolo per i reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e indebita compensazione.

L'operazione mette in luce la costante sinergia tra la Procura di Grosseto e le Fiamme Gialle nel monitorare il corretto impiego dei fondi pubblici e proteggere gli interessi dello Stato. Come previsto dall'ordinamento, per tutti gli indagati resta valida la presunzione di innocenza fino a un eventuale giudizio definitivo.

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