Martedì 14 Aprile 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

L'indagine

Morire di lavoro: la Toscana preoccupa, Grosseto si salva

Giovanni Ramiri

14 Aprile 2026, 12:41

Morire di lavoro: la Toscana preoccupa, Grosseto si salva

I dati elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering e il presidente Mauro Rossato

La Toscana è ufficialmente piombata in un’emergenza che non ammette distrazioni: il primo bimestre del 2026 si è chiuso con un bilancio di dieci vite spezzate sul lavoro, un dato che trascina la regione dritta in zona rossa. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering su base Inail, il rischio di mortalità sul territorio toscano è oggi di 5,4 decessi per milione di occupati, una cifra che schiaccia la media nazionale ferma a 3,0. In questo scenario di estrema criticità, la provincia di Grosseto rappresenta l’unica vera eccezione positiva, confermandosi in zona bianca con zero infortuni mortali registrati sia nel 2026 che nel medesimo periodo dello scorso anno.

Il commento del Presidente dell’Osservatorio, Mauro Rossato, chiarisce la gravità della situazione regionale: “I dati relativi ai primi mesi del 2026 mostrano per la Toscana una situazione che continua a destare attenzione sul fronte della sicurezza sul lavoro, con 10 infortuni mortali, in lieve calo rispetto ai 12 del 2025. La regione è in zona rossa nella mappatura dell’emergenza, con un livello di rischio superiore alla media nazionale. Accanto al dato complessivo, emergono alcune evidenze che aiutano a leggere il fenomeno, come la concentrazione delle vittime nella fascia d’età tra i 55 e i 64 anni. Resta centrale la necessità di rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di avoro, perché ogni incidente mortale rappresenta una perdita che riguarda l’intera comunità lavorativa”.

Mentre Grosseto mantiene l’indice di incidenza a zero, altre province toscane stanno vivendo un tracollo. Livorno ha registrato tre vittime in soli due mesi, con un indice di incidenza che schizza a 21,0, sette volte superiore alla media nazionale. Anche Arezzo preoccupa con due decessi e un’incidenza di 13,3, mentre Lucca e Pisa rimangono saldamente in zona rossa. È un’emorragia che colpisce soprattutto durante l’attività operativa vera e propria: il 90% dei casi mortali è avvenuto infatti in occasione di lavoro, con un aumento del 12,5% dei decessi avvenuti direttamente nei siti produttivi rispetto al 2025.

L’analisi dei profili delle vittime rivela ulteriori fragilità del sistema toscano. La quasi totalità dei decessi in occasione di lavoro coinvolge uomini, ma è il dato sui lavoratori stranieri a segnare un peggioramento allarmante: con 4 vittime su 9 totali, la mortalità tra i cittadini non italiani è cresciuta del 33% in un solo anno. Grosseto, pur restando un’isola sicura nel panorama delle morti bianche, non è immune al fenomeno infortunistico generale, inserendosi in un contesto regionale che ha già visto quasi seimila denunce totali di infortunio da inizio anno. Il contrasto tra la sicurezza grossetana e il rosso cupo del resto della Toscana evidenzia quanto la strada verso una reale prevenzione sia ancora lunga e disomogenea.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie