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Esteri

Venti di guerra in Medio oriente, il caos voli travolge la Maremma: l’odissea di Giulio per tornare a casa

Il conflitto in Iran manda in tilt le rotte aeree: giovane originario di Grosseto costretto a un rientro rocambolesco

Federico Catocci

02 Marzo 2026, 18:46

Venti di guerra in Medio oriente, il caos voli travolge la Maremma: l’odissea di Giulio per tornare a casa

Una veduta di Bangkok

L’effetto domino del conflitto in Iran non risparmia nessuno. Non solo chi vive sotto il sibilo dei droni e dei missili, ma anche (e in diversa misura) chi, a migliaia di chilometri di distanza, si ritrova improvvisamente ostaggio di cieli chiusi e rotte cancellate. È il caso di Giulio, un giovane maremmano che da anni vive e lavora a Dublino, la cui vacanza da sogno in Thailandia con la famiglia si è trasformata in un incubo logistico.

Bagagli imbarcati e volo cancellato

Giulio si trovava a Bangkok insieme alla moglie e al figlio di soli due anni. Sabato scorso tutto era pronto per il rientro: i bagagli erano già stati caricati nella stiva dell'aereo e la famiglia attendeva solo di decollare con scalo a Doha in Qatar. Poi, il buio. Un comunicato improvviso della compagnia aerea ha gelato i passeggeri: volo cancellato per motivi di sicurezza legati alle tensioni in Medio oriente.

Mentre la tensione saliva, è iniziata la snervante attesa per recuperare le valigie già imbarcate. Dopo ore di incertezza, Giulio è riuscito a rientrare in possesso dei propri effetti personali, ma si è ritrovato senza soluzioni e costretto a ripiegare in albergo: nessun supporto dalla compagnia, nessuna alternativa proposta, nessuna informazione certa sui rimborsi.

Un viaggio della speranza verso Dublino

Senza assistenza, il giovane grossetano ha dovuto fare appello alle risorse proprie e della moglie per non restare bloccato in Thailandia con un bambino piccolo. Dopo una ricerca frenetica, l'unica via di fuga trovata è un vero e proprio "giro del mondo": uno scalo a Seoul, in Corea del Sud, poi un volo per Londra e, infine, l’ultima tratta verso Dublino.

La partenza è fissata per mercoledì 4 marzo, con la speranza che nuovi scacchieri di guerra o notizie di ritardi non chiudano ulteriori corridoi aerei.

Il grido della madre: «In apprensione per chi è là»

A Grosseto, la madre di Giulio segue l'evolversi della situazione con il fiato sospeso.

È lei a raccontare l'odissea del figlio, facendosi portavoce di una preoccupazione che va oltre il legame familiare. «Siamo in ansia per il loro rientro, ma il pensiero va anche a tutti gli italiani che si trovano all'estero in questo momento, specialmente a chi è vicino alle zone colpite. Sono in apprensione per le popolazioni colpite ed è terribile assistere di nuovo alla violenza di un nuovo conflitto», racconta Paola, la mamma, augurandosi sì un pronto rientro del suo Giulio con la famiglia ma anche una pronta fine del conflitto armato.

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