Quarto Grado
L'avvocato Gianluigi Tizzoni durante una puntata di Quarto Grado
Nella puntata di Quarto Grado in onda stasera 13 febbraio su Rete 4, la giornalista Martina Maltagliati ha intervistato l’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara Poggi. Ecco alcune anticipazioni diffuse da Mediaset.
Perché ci sono ancora consulenti che fanno analisi nella casa dei Poggi?
«Faccio fatica a capire come la gente ci possa criticare. Sono attività private che facciamo legittimamente, autorizzati dal codice di procedura penale. È stato riaperto un procedimento, non lo abbiamo riaperto noi, che ci vede in questo ruolo. Quindi siamo assolutamente legittimati a fare qualunque tipo di approfondimento e lo stiamo facendo. Poi sarà nostra discrezione se, quando e dove depositare i risultati di questi accertamenti. Sicuramente non abbiamo dubbio alcuno su quello che è stato l'accertamento già evidenziato dalle sentenze della Cassazione. Ci può anche magari interessare capire il perché di certi errori fatti, specialmente nella sentenza di assoluzione, e anche per questo stiamo lavorando. Stiamo cercando di capire come si siano potute fare delle perizie così sbagliate in primo grado. Io sono innanzitutto basito di come ci possa essere nella società attuale della gente che non rispetta le sentenze passate in giudicato, non rispetta una famiglia che ha perso una figlia in questo modo e non rispetta dei professionisti che stanno lavorando, non a spese dello Stato, ma facendo dei sacrifici anche personali. Io tutto questo non lo capisco, sinceramente, e devo dire la verità, non mi interessa neanche più capire queste persone».
Che effetto fa alla famiglia Poggi l’assoluzione popolare di Alberto Stasi?
«Io mi permetto di dubitare che ci sia questo sentimento così diffuso e che tutte le persone pensino che la verità sia quella televisiva. Io continuo a credere che la gente voglia e speri che la verità sia quella che emerge nelle aule. In questo caso è già emersa. Se si vuole mettere in discussione, basta fare la revisione e vedere se viene accolta. Questo non sta avvenendo, forse non bisogna chiedere a noi il perché».
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