L'omicidio di Chiara Poggi
Andrea Sempio a Quarto Grado
“Ho fatto cose talmente brutte che nessuno può immaginare”. Il bigliettino scritto da Andrea Sempio è stato al centro di un serrato confronto tra l’indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ospite dell’ultima puntata di Quarto Grado, e la conduttrice Alessandra Viero. Il delitto di Garlasco è stato ovviamente al centro del programma di Rete 4, condotto da Gianluigi Nuzzi.
“Volevo chiedere ad Andrea se ci può chiarire proprio quella frase, esattamente che cosa diceva e quando l'ha scritto”, inizia Viero.
“Allora, le cose sono due – risponde Sempio - Quel famoso post su Facebook, in realtà era stato pubblicato mezz'ora prima della lettura della sentenza, quindi non poteva avere un'attinenza perché la sentenza non era ancora stata emessa. Seconda cosa, quel biglietto, io credo si riferisca a un biglietto che dovrebbe essere su un taccuino rettangolare piccolino e c'è scritto 'Fatto cose inimmaginabili', in realtà si riferiva semplicemente a una giornata particolarmente caotica. Poi, nei diari, nei quaderni sequestrati ci sono riferimenti al passato in cui io parlo, diciamo in modo biografico e parlo anche delle scelte, magari nella vita in cui mi sono pentito o che, cose che avrei voluto far meglio o che, e in quello ci possono essere dei riferimenti a cose brutte, ma sono, diciamo, sensi di colpa”.

Alessandra Viero e Andrea Sempio
Viero approfondisce: “Ma per qualcosa in particolare?”. “No, per scelte di vita”, replica Sempio.
“Ma ne ricorda una – incalza la conduttrice - insomma, visto che comunque sono frasi anche che hanno un peso, sono frasi anche comunque dolorose, no? Si ricorda una cosa precisa che a cui si riferiva quando era scritta?”.
“Una cosa a cui penso di fare riferimento più volte, anche negli scritti comunque degli ultimi anni, quindi magari già poco sopra i 30 anni è anche il fatto magari di non aver costruito una famiglia, non aver mai, diciamo, presentato un nipotino ai miei genitori”.
Viero vuole approfondire: “Cose talmente brutte da non poter essere raccontate, quella cos'era? Una giornata caotica è un po' vago”.
“No, quello mi sa che è un'esagerazione di quel bigliettino che da quando era uscito, mano a mano è peggiorato sempre di più”, afferma Sempio.

Andrea Sempio
La conduttrice non molla: “Cioè, la traduzione esatta qual è quindi?”
“Io credo che il bigliettino fosse 'Fatto cose inimmaginabili' e si riferiva, appunto, come ho detto, a una giornata particolarmente caotica. So che sembra strano, ma era quello”.
Viero continua a chiedere: “Si ricorda questa giornata caotica?”. La risposta di Sempio: “Era una giornata, era una giornata folle di cose”.
A questo punto interviene Nuzzi con una chiamata che sa di gong: “Allora, torniamo tra pochi minuti, anche perché dai social sono arrivate veramente tantissime domande”.

Gianluigi Nuzzi
Andrea Sempio ha parlato a lungo durante il programma, rispondendo con la sua consueta serenità alle numerose domande ricevute e mantenendo un tono pacato per quasi tutta la durata dell'intervento. Questo confronto sui biglietti e sui diari è stato, tuttavia, l'unico momento in cui l'indagato è apparso forse un po' in difficoltà, faticando a dissipare l'ambiguità di quelle espressioni scritte anni prima.
Oltre alla vicenda dei biglietti, la lunga intervista a Quarto Grado ha toccato i punti nevralgici che avevano portato Andrea Sempio al centro della cronaca. Il ragazzo ha affrontato con fermezza la questione del DNA, spiegando come la presenza di sue micro-tracce sotto le unghie di Chiara Poggi fosse un dato scientificamente debole e frutto di suggestioni mediatiche, ribadendo di non aver mai avuto contatti fisici con la vittima. Parallelamente, si è discusso molto del suo alibi, ovvero quello scontrino del centro commerciale di Vigevano che lo collocava lontano dalla villetta dei Poggi nell'orario del delitto: Sempio ha respinto ogni accusa di averlo conservato con malizia, descrivendolo come un semplice pezzo di carta dimenticato nel portafoglio, come succede a chiunque.
Il giovane ha anche chiarito di non aver mai cercato materiale privato di Chiara Poggi e di aver utilizzato il computer in casa della vittima solo per attività banali, come giocare insieme al fratello Marco.
Ultimamente, infatti, il dibattito si è infiammato proprio intorno al PC di Chiara Poggi, un dispositivo che per anni è stato quasi ignorato dagli inquirenti mentre tutta l'attenzione mediatica e peritale era catalizzata dai computer di Alberto Stasi. Questa inversione di rotta è diventata il cuore delle discussioni più recenti, poiché si cerca di capire se all'interno di quella macchina possano esserci tracce o segreti mai svelati che potrebbero offrire una prospettiva diversa sulla tragedia di Garlasco.
In questo clima di rinnovato sospetto, Andrea Sempio ha voluto mettere i puntini sulle i riguardo alla sua presenza in quella casa e all'uso dei dispositivi tecnologici della famiglia Poggi. Ha chiarito con estrema decisione di non aver mai effettuato ricerche morbose o tentato di accedere a materiale privato della ragazza, spiegando che i suoi momenti davanti a quello schermo erano limitati ad attività assolutamente banali e goliardiche, come sessioni di gioco condivise con l'amico Marco, il fratello di Chiara. Sempio ha insistito sul fatto che quel computer non rappresentasse per lui alcun interesse se non quello ludico, cercando così di smarcarsi dalle teorie che vorrebbero vedere in lui un soggetto che spiava la vita della vittima dall'interno delle mura domestiche.
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