Cronaca
Il cancello della villetta dove è stato ritrovato il corpo di Del Rio
Si è tenuta ieri, mercoledì 14 gennaio, presso il tribunale di Grosseto l'udienza per l'omicidio di Nicolás Matías Del Rio, il corriere quarantenne di origine argentina rapito e ucciso sul Monte Amiata nel maggio 2024 in seguito a una rapina. Del Rio trasportava borse di lusso fabbricate nelle pelletterie della zona ed era stato rapito il 22 maggio 2024 con l'inganno ad Arcidosso. Il corpo del giovane era stato ritrovato in un pozzo nel giardino di una villetta in località Case Sallustri (in una frazione del comune di Arcidosso).
I tre imputati a processo per il rapimento e l'omicidio del corriere sono Klodjan Gjoni, Ozgur Bozkurt e Emre Kaja.
A parlare in aula, davanti al giudice Sergio Compagnucci, sono stati solo Gjoni e Bozkurt. Era presente in aula anche il padre della vittima, Eduardo Agüero, che ha dovuto ascoltare i racconti delle atroci sofferenze a cui è stato sottoposto il figlio.
Secondo la testata La Nazione, le versioni riportate in aula dai due imputati interrogati coincidono inizialmente, per poi discostarsi nella parte essenziale, dove Bozkurt e Gjoni finiscono per accusarsi a vicenda. Differisce anche la data dell'omicidio: Bozkurt la colloca alla sera del 23 maggio; per Gjoni, invece, Del Rio sarebbe stato assassinato la mattina seguente.

Nicolás Matías Del Rio
Davanti alla Corte d'Assise Klodjan Gjoni ha dichiarato che la mattina del 24 maggio, a due giorni dal rapimento, si sarebbe recato alla villetta insieme a Bozkurt e che quest'ultimo sarebbe entrato mentre lui avrebbe fatto il palo all'esterno. Del Rio, legato e rinchiuso da due giorni senza cibo né acqua nella soffitta, sarebbe quindi stato strangolato da Bozkurt: «Quando è uscito mi ha detto di averlo ucciso. Era stato costretto perché lui urlava ed era stato preso dal panico», ha dichiarato il trentaquattrenne di origine albanese al pubblico ministero Giovanni De Marco. Gjoni ha ammesso di essere stato lui ad aver fermato il furgone - sprovvisto di gps - guidato da Del Rio e di essersi adoperato per vendere la refurtiva.
Di tutt'altro parere Ozgur Bozkurt, che accusa il complice di aver tolto la vita alla vittima. Per il quarantaquattrenne turco, Del Rio sarebbe stato ucciso da Gjoni la sera del 23 maggio. Secondo questa versione poi l'albanese avrebbe confessato tutto ai due complici mentre si trovavano in un bar.
Il corpo è stato lasciato nella soffitta fino al 29 maggio quando i due, con la complicità del terzo imputato Kaja, hanno occultato il cadavere nel pozzo della villetta - dove il padre di Gjoni lavorava come manutentore - dove è stato ritrovato dagli inquirenti.
Rimane dunque il dubbio su come siano effettivamente andate le cose e su chi abbia tolto la vita a Nicolás Del Rio. Emre Kaja, il terzo imputato, verrà interrogato alla prossima udienza.

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