Sempre più lupi in Maremma. La situazione diventa ogni giorno più critica a causa della presenza invasiva dei lupi.
«Ogni giorno, gli allevatori locali assistono a vere e proprie carneficine tra le loro greggi, con perdite economiche significative e un impatto devastante sull'ecosistema locale», dichiara il Comitato pastori d’Italia.
Luigi Farina, proprietario di un allevamento di oltre mille capi ad Albinia ha allertato la presidente del Comitato Mirella Pastorelli per segnalare l'ennesimo danno subìto: alcune pecore hanno perso la vita e altre sono state ferite dai lupi. Il gregge di Farina è spesso vittima di predazioni, in passato subìto una perdita di 54 animali. I lupi, dice, fanno spesso visita alla sua azienda, predano alcune pecore e spaventano le altre. Dinanzi a un simile scenario desolante, l’allevatore avrebbe riferito alla presidente del pianto incessante degli agnellini, terrorizzati e incapaci di tranquillizzarsi. Un danno incalcolabile, che nessuno potrebbe accettare, e un dolore per uno scempio così grave da risultare indicibile, poiché i capi di bestiame, per lui, sono come figli.
A nulla sembrano servire le protezioni e i cani da guardia: il gregge di Farina viene attaccato nonostante le reti altre due metri e la presenza di cani. «Non si può continuare a proteggere il lupo a scapito degli allevatori e delle loro famiglie», si legge nel comunicato.
Una pecora ferita
I lupi si stanno gradualmente avvicinando alle abitazioni, spaventando le persone. Mirella Pastorelli afferma di avere segnalato più volte la massiccia presenza di lupi in Maremma, soprattutto nella zona conosciuta come "la selva", dove Farina ha la sua azienda. L'allevatore, che produce eccellenze casearie riconosciute anche a livello internazionale, si sente abbandonato e starebbe valutando, se la situazione non dovesse migliorare, se continuare con il suo lavoro o vendere tutto. La chiusura della sua azienda rappresenterebbe un danno per tutto il settore caseario e per il territorio.
Tale perdita potrebbe anche favorire le grandi multinazionali a discapito delle aziende locali che ricercano qualità e tradizione.
Una pecora ferita
Il Comitato incontrerà a breve l'assessore regionale all'Agricoltura. La presidente rivolge, a nome dell'intera categoria, un appello al ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo Conferenza Stato-Regioni, con lo scopo di autorizzare le amministrazioni regionali a predisporre piani di contenimento e, ove necessario, misure di abbattimento dei lupi. È fondamentale garantire la sopravvivenza degli allevamenti.
«Non possiamo più permettere - conclude la nota del Comitato - che idee assurde e prive di significato da parte dei salottieri mettano a rischio il settore zootecnico e la nostra economia. Il lupo non è un animale sacro, è un predatore che deve essere gestito come tale. Speriamo che le autorità competenti ascoltino la richiesta e prendano misure concrete per risolvere questo problema una volta per tutte».
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