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Il caso

Bambino di 10 anni minaccia compagno con il coltello, Cgil Grosseto: "Servono azioni concrete"

Giovanni Ramiri

10 Maggio 2026, 15:29

Bambino di 10 anni minaccia compagno con il coltello, Cgil Grosseto: "Servono azioni concrete"

La segretaria provinciale Flc Cgil Grosseto, Alessandra Vegni

A seguito di quanto riportato dalla stampa su quanto accaduto in una scuola primaria del territorio, dove dopo settimane di tensione un bambino di 10 anni sarebbe arrivato anche a puntare un coltello contro un compagno, la Flc Cgil di Grosseto interviene per richiamare l’attenzione sulla situazione che, secondo il sindacato, non sarebbe episodica ma già nota da tempo.

 «Si tratta di una situazione da esaminare con attenzione ed è da verificare l’esattezza dell’accaduto – dichiara la segretaria provinciale Flc Cgil Grosseto, Alessandra Vegni – che da quanto riportato sembra evidenziare una condizione di forte sofferenza di studenti e del personale docente, che potrebbe portare a burnout, stati d’ansia e stress lavoro correlato».

Secondo il sindacato, si devono potenziare le misure adottate per garantire sicurezza e serenità all’interno dell’ambiente scolastico. «Come organizzazione sindacale ci chiediamo quali atti sostanziali abbia attivato il dirigente scolastico per mettere in sicurezza gli alunni e gli insegnanti – prosegue Vegni – in quanto il dirigente ha responsabilità sia sulla sicurezza degli studenti sia sulla salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori. La situazione lede gravemente i diritti di studenti e lavoratori».

Il tema, sottolinea la segretaria Flc, non riguarda solo il personale ma l’intero contesto educativo. «Essere costretti a recarsi ogni giorno a lavoro per sostenere sé stessi e la propria famiglia non dovrebbe mai tradursi nella paura quotidiana di entrare nell’ambiente di lavoro – sottolinea Vegni - Quando queste situazioni non vengono gestite adeguatamente si produce un danno psicofisico ai docenti, agli altri alunni e anche allo stesso bambino coinvolto, che rischia di essere additato invece che tutelato».

La richiesta del sindacato si rivolge direttamente alle istituzioni competenti. «La domanda la rivolgiamo sia al dirigente scolastico sia all’Ufficio scolastico territoriale: quali azioni concrete sono state adottate e quali verranno adottate affinché questi ambienti possano riconquistare la tranquillità indispensabile per garantire i diritti di tutte le parti in gioco?», chiede Vegni.

Nel frattempo, la segretaria Flc Cgil annuncia ulteriori iniziative: «Confidiamo in un’ispezione approfondita e, come sindacato, attiveremo tutte le azioni di nostra competenza».

Infine, Vegni richiama le esigenze dei docenti, che coincidono con quelle dei bambini: lavorare in un ambiente sereno e tutelato, nell’interesse dell’intera comunità scolastica: «I docenti hanno bisogno di essere messi in condizione di fare il loro lavoro, di essere ascoltati ed aiutati a risolvere i problemi. Devono poter svolgere il loro ruolo di supporto a tutti i bambini, compreso il bimbo che oggi si trova esposto e che deve essere tutelato come tutti gli altri».

 «Tutti i docenti, come in ogni luogo di lavoro, hanno diritto a operare in un ambiente sicuro – conclude Vegni – ne va non solo della loro sicurezza ma soprattutto della sicurezza anche dei bambini, che sono chiamati ogni giorno a tutelare. Ognuno, nel proprio ruolo, deve contribuire al benessere comune. Dove emergono difficoltà è necessario un sistema che intervenga e supporti, ancora di più quando è in gioco la crescita formativa e sociale di tutti i bambini»

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