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L'attacco

Sunia contro il piano casa: "A Grosseto 300 appartamenti pubblici da ripristinare, e altri 2.000 vecchi"

Giovanni Ramiri

04 Maggio 2026, 09:12

Sunia contro il piano casa: "A Grosseto 300 appartamenti pubblici da ripristinare, e altri 2.000 vecchi"

Sunia Grosseto attacca

La situazione casa a Grosseto è al centro dell'attenzione del Sunia da tempo. E l'associazione guarda con attenzione ai nuovi passi del Governo.

«Dopo quattro anni di governo – dice Antonio Terribile, segretario provinciale del Sunia Cgil - l'esecutivo Meloni se ne esce con la promessa di realizzare 100.000 nuovi appartamenti in 10 anni e di reimmettere entro un anno nel circuito delle assegnazioni almeno 60.000 appartamenti pubblici oggi non fruibili perché ammalorati.

Troppa grazia, e troppo tardi per essere vero.

Partiamo dal recupero del patrimonio pubblico inutilizzato. Ipotizzare una spesa media di 20.000 euro – stanziando 1,7 miliardi - per ristrutturare gli appartamenti inutilizzati è irrealistico. Se non altro perché una cifra simile basta a malapena ad adeguare la sola parte impiantistica. Dire di farlo in un anno è uno slogan vuoto e inconcludente. Solo a Grosseto le case di proprietà pubblica da ristrutturare sono almeno 300. Sulle circa 3.500 esistenti; 2.000 delle quali risalgono agli anni ‘70 e ‘80, e richiedono interventi di manutenzione straordinaria, come dotarle di ascensori o rifarne il tetto.

C’è poi un problema di coerenza delle cifre fatte dalla presidente del consiglio Meloni, che ha parlato di 10 miliardi di euro. Uno stanziamento teorico che comprende anche i 4,8 miliardi di euro previsti per la rigenerazione urbana: soldi ancora solo sulla carta, che andranno prevalentemente a interventi privati secondo criteri di là dall'essere definiti.

Rimarrebbe un fondo di 3,6 miliardi di euro che sarebbero gestiti da Invimit (la Sgr ‘Investimenti immobiliari italiani’, di proprietà di Cassa depositi e prestiti, Fondo Mubadala Investment degli Emirati Arabi e altri colossi) sia per l'housing sociale che per l'emergenza abitativa. Il problema è che il meccanismo al quale pensa il governo consiste nell'assegnazione di risorse pubbliche agli operatori privati per realizzare appartamenti da affittare a canone agevolato per un periodo breve di 10-15 anni. Dopodiché le società immobiliari che li hanno realizzati, e dei quali rimangono proprietarie, possono determinare liberamente il canone di locazione. Oppure rivenderli sul mercato o agli Enti locali, dopo aver ottenuto dal pubblico convenzioni che velocizzano la realizzazione degli investimenti. Di fatto l'ennesimo regalo di soldi pubblici a operatori privati.

La richiesta del Sunia, invece, è che queste risorse siano assegnate alle società pubbliche per realizzare appartamenti che rimangano di proprietà. Nel nostro caso all'Edilizia provinciale grossetana (Epg), o a una costituenda Azienda Casa (promessa dal Governo dal 2023) con il coinvolgimento del Terzo settore, che oltre a costruire le abitazioni, dovrebbe gestire gli affitti agevolati al ceto medio non in grado di acquistarsi una casa. Così come è avvenuto in via Orcagna, dove Epg ha realizzato 15 alloggi Eps, che gestisce e affitta a canone sociale.

Solo in questo modo si eviteranno giganteschi fenomeni di speculazione, che oltre ad arricchire i soliti noti non risolveranno a monte il problema nell'accesso al diritto all’abitazione. Perché trascorsi 10-15 anni, potranno affittare gli appartamenti a prezzi di mercato o venderli. Continuando a penalizzare una fascia consistente della popolazione che non ha i mezzi economici per comprarsi casa o sostenere affitti esosi.

Proprio a Grosseto – conclude Terribile - questo rischio lo corriamo rispetto a quel che potrebbe succedere nel comparto ex e Peep di via De Barberi. Dove Investire Sgr (società di Invimit) potrebbe accordarsi con uno o più privati per realizzare gli appartamenti previsti, e dopo pochi anni affittarli a canoni insostenibili per buona parte dei grossetani. Oppure rivenderli».

 

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