Magliano in Toscana
Nella cornice, Mirella Pastorelli, presidente del Comitato Pastori d’Italia
Un attacco brutale, fulmineo e, ciò che più spaventa, avvenuto alla luce del sole. La località di Sant’Andrea, nel Comune di Magliano in Toscana, è stata teatro venerdì 1 maggio, intorno alle 12:30, di una vera e propria mattanza. Mentre il gregge dell’allevatore Roberto Nofroni pascolava tranquillamente nei pressi della strada provinciale, un branco di lupi si è scagliato contro gli animali, lasciandosi alle spalle una scia di sangue e distruzione economica. Ne dà notizia Mirella Pastorelli, Presidente del Comitato Pastori d’Italia,n una nota stampa.
Il bilancio per l’azienda agricola è drammatico: sette capi uccisi sul colpo e cinque feriti così gravemente da non avere speranza di sopravvivenza. Oltre alla perdita immediata, c'è il trauma del resto del gregge che smetterà di produrre latte per un lungo periodo.
Il commento di Roberto Nofroni è intriso di rabbia e amarezza per un lavoro distrutto in pochi istanti:
«Le pecore uccise erano capi da latte di grande qualità, con una produzione abbondante. Ogni capo valeva 700 euro. È una vergogna, non si può assistere continuamente a questa carneficina.»
Il danno stimato supera i 10.000 euro, considerando il valore genetico dei capi e la mancata resa produttiva futura. Un colpo durissimo che riaccende prepotentemente il dibattito sulla gestione dei predatori in Maremma.
Sulla vicenda è intervenuta con forza Mirella Pastorelli, Presidente del Comitato Pastori d’Italia, che punta il dito contro una gestione regionale e nazionale ritenuta totalmente inadeguata rispetto alla realtà dei fatti. Pastorelli chiede risarcimenti che coprano il valore reale e un incontro urgente con il Governatore Giani affinchè solleciti il Ministro Pichetto Fratin per il declassamento del lupo e l'attivazione di piani di contenimento.
«Ultimamente la situazione non è più controllata. Le campagne sono stracolme di branchi di lupi che si avventano sulle pecore, producendo danni enormi agli allevatori, pertanto chiede alla Regione Toscana che i risarcimenti siano non briciole ma vadano a coprire il valore reale del danno. Il numero di lupi non è più gestibile. Ce ne sono una quantità spaventosa. Si avventano non solo sulle pecore, ma anche su cani da affezione, gatti, qualsiasi animale che sfortunatamente si imbatte in questi carnivori. Ormai sono talmente affamati che si avvicinano anche alle case. Ed il fatto che attacchino in pieno giorno dimostra che non hanno più paura dell’uomo, anzi sono un loro pericolo come lo sono per il turismo.»
La richiesta del Comitato Pastori d’Italia è chiara: lo Stato e la Regione devono assumersi la responsabilità dell'emergenza. In assenza di un piano di contenimento numerico dei carnivori, il settore chiede risorse straordinarie per la difesa attiva delle greggi.
«La Presidente a nome del Comitato Pastori d’Italia chiede alla Regione Toscana e allo Stato di assumersi la responsabilità dell’emergenza, e in mancanza di misure efficaci di contenimento dei carnivori, chiede finanziamenti per assumere personale di sorveglianza che vigili quotidianamente sui greggi e la possibilità di difendere il gregge nei casi di attacco: visto che oggi ci sono leggi che permettono di intervenire quando i carnivori producono danni così onerosi.»
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