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Natura

Dalle ferite al ritorno alla vita: la storia del pipistrello salvato nel Parco della Maremma

Giovanni Ramiri

20 Aprile 2026, 11:44

Dalle ferite al ritorno alla vita: la storia del pipistrello salvato nel Parco della Maremma

Uno scorcio del Parco e il pipistrello salvato

Al crepuscolo, tra le ombre protettive del Parco regionale della Maremma, un esemplare di pipistrello chirottero vespertilio (Myotis Blythii) ha ripreso il suo posto in natura. Era stato recuperato lo scorso dicembre ad Alberese in condizioni critiche, presentando traumi da urto e lesioni ai polsi e al mento. Grazie al tempestivo intervento dei volontari del Cras "Il rifugio di Lello", centro d'eccellenza riconosciuto dalla Regione Toscana, l'animale è riuscito a superare mesi di delicate attenzioni.

Il percorso di guarigione è stato lungo e meticoloso, richiedendo un approccio multidisciplinare per garantire che il pipistrello potesse tornare a volare in totale autonomia e sicurezza.

“Per tutto l’inverno è stato curato con una terapia medica e un percorso fisioterapico riabilitativo – spiega Marco Rossi, direttore del Cras – e abbiamo condotto alcune prove di volo prima di decidere di liberarlo”. La scelta del luogo della liberazione non è stata casuale: “Il chirottero era stato ritrovato ad Alberese e quindi, presumibilmente, apparteneva a una colonia della zona”, spiega Rossi. “Confrontandoci con i chirotterologi Simone Vergari e Gianna Dondini, abbiamo deciso di reimmetterlo in natura proprio in un punto preciso dell’area protetta, dove si trova una grotta nascosta, habitat di una colonia mista di chirotteri”.

Questo esemplare, riconoscibile per una caratteristica piccola macchia bianca tra le orecchie, appartiene a una specie insettivora che predilige l'habitat cavernicolo. Spesso i membri di questa famiglia vivono in colonie miste insieme al pipistrello comune, integrandosi perfettamente nell'ecosistema locale. In Italia si contano ben 35 specie di pipistrelli, molte delle quali appartenenti al genere Myotis, figure fondamentali per l'equilibrio biologico e la gestione naturale degli insetti.

Il successo di questa operazione sottolinea l'importanza del lavoro svolto dal Cras "Il Rifugio di Lello". Riconosciuto ufficialmente nel dicembre 2024, il centro non si limita al recupero e alla riabilitazione, ma opera attraverso una vasta rete di volontari attiva in Toscana e su tutto il territorio nazionale. Oltre all'attività sul campo, l'associazione è fortemente impegnata nella divulgazione scientifica e nella formazione, organizzando corsi e collaborando strettamente con istituzioni come il Parco della Maremma per sensibilizzare le nuove generazioni sulla protezione di questi affascinanti mammiferi alati.

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