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Manciano

Non solo pecore sbranate: in Maremma il lupo arriva al distributore. L'affondo: «È una vergogna, a rischio le persone»

Giovanni Ramiri

19 Aprile 2026, 14:44

Mirella Pastorelli

Nella cornice: Mirella Pastorelli

«Vergogna, è in pericolo l’incolumità dei cittadini. Attuare subito i piani di contenimento». Inizia con questo grido d'allarme la denuncia della presidente del Comitato Pastori d'Italia Mirella Pastorelli, a seguito dell'ennesimo attacco predatorio avvenuto venerdì 17 aprile nel territorio di Manciano.

Erano circa le 5:00 del mattino quando l'azienda agricola di Domenico Serra, in località Poggio Rocco San Martino sul Fiora, è stata colpita dai lupi. Il bilancio parla di tre pecore predate, un colpo durissimo per un'attività che già deve fare i conti con i rincari del gasolio agricolo che stanno spingendo molte realtà alla chiusura.

L'avvistamento urbano e l'allarme sicurezza Ma il dato che più inquieta la popolazione riguarda la sicurezza pubblica. Appena un'ora prima dell'attacco, intorno alle 4:00, un esemplare di lupo è stato avvistato mentre si aggirava tranquillamente presso il distributore Kaloroil di Manciano. La perdita di diffidenza dell'animale è evidente: il lupo si sposta ormai in zone frequentate dall'uomo, sollevando interrogativi pesanti sulla tutela dei cittadini.

Mirella Pastorelli esprime tutto il suo rammarico per la situazione: «È una grande vergogna. Ogni giorno gli allevatori subiscono perdite insostenibili. Hanno adottato tutte le prevenzioni disponibili – recinzioni elettrificate, cani da guardiania, ricoveri notturni – ma i lupi superano ogni ostacolo. Non è accettabile sentir dire che i capi non sono custoditi correttamente. Il problema è l’assenza di controllo numerico».

L'appello alle istituzioni La Presidente punta il dito contro l'immobilismo della politica e chiede interventi rapidi per fermare l'emorragia di aziende zootecniche in Maremma.

«Altra cosa vergognosa: tutti si riempiono la bocca di tale problema facendo finta di essere interessati a risolverlo, ma per ora non è stato così», incalza la Pastorelli sollecitando il Governo a intervenire. «Sono indispensabili i piani di contenimento. Alla Regione Toscana sono stati attribuiti 22 capi da abbattere, come previsto da provvedimenti già approvati dalla Commissione Europea. Si dia attuazione immediata a quanto stabilito, per salvare il poco che resta della zootecnia e per garantire la sicurezza dei cittadini».

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