Sabato 18 Aprile 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Il caso

Trasporti, la Maremma trema ancora: l’allarme per i pendolari grossetani diretti a Firenze

Giovanni Ramiri

18 Aprile 2026, 14:33

Trasporti, la Maremma trema ancora: l’allarme per i pendolari grossetani diretti a Firenze

Un autobus di Autolinee Toscane

Il collegamento tra la Maremma e il capoluogo di regione rischia di subire un nuovo, pesantissimo colpo. Al centro della polemica c’è l’ipotesi di alienazione dell’attuale autostazione di Santa Maria Novella a Firenze da parte di Autolinee Toscane, una mossa che ha spinto i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Enrico Tucci e Luca Minucci, a chiedere un intervento immediato della Giunta per bloccare la procedura. La struttura di via Santa Caterina da Siena rappresenta infatti lo snodo vitale per migliaia di grossetani che ogni giorno raggiungono Firenze per lavoro, studio o salute.

La preoccupazione principale riguarda l'assenza di un'alternativa valida per chi viaggia sulla direttrice sud. Tucci e Minucci sono stati categorici nel sottolineare il rischio di uno smantellamento al buio: “Non si può smantellare l’attuale autostazione prima di aver in mano un’altra soluzione che tuteli i pendolari ma anche per le migliaia di turisti che si spostano in Toscana”. Secondo gli esponenti di FdI, l’asse Grosseto-Siena-Firenze è già stremato da una situazione infrastrutturale critica, rendendo il terminal fiorentino l'unico approdo sicuro per un trasporto su gomma che deve supplire alle mancanze di quello ferroviario.

Il quadro descritto dai consiglieri è quello di un territorio, quello maremmano, costantemente penalizzato: “L’asse di mobilità Grosseto-Siena-Firenze, pur strategico per la mobilità della Toscana del sud, è già fortemente penalizzato da cantieri infiniti, lavori, restringimenti, lungo tutta la direttrice che collega il capoluogo maremmano a quello di regione, passando per la città del Palio. Sarebbe miope e oltremodo penalizzante aggiungere un ulteriore ostacolo al trasporto su gomma alla luce anche delle note difficoltà nei collegamenti ferroviari tra Grosseto, Siena e Firenze”.

La critica si sposta poi sul piano economico e dei rapporti tra l'amministrazione regionale e il gestore unico dei trasporti. I consiglieri ricordano infatti i massicci investimenti pubblici recentemente messi in campo per sostenere il servizio, fondi che dovrebbero garantire efficienza e non tagli o disagi logistici. “Vorremmo far notare che, lo scorso anno, la Regione ha stanziato 30 milioni di euro per risolvere il disequilibrio del Piano economico finanziario di Autolinee Toscane, stimato in circa 310 milioni, scongiurando così l’aumento del costo di biglietti e abbonamenti e anche la riduzione del livello dei servizi. Un intervento mirato a conservare il trasporto pubblico su gomma anche nelle aree a domanda debole della Toscana diffusa”.

Davanti a questo scenario, la richiesta inviata all’assessore alle Infrastrutture è chiara: aprire immediatamente un confronto con i comuni interessati e sospendere qualsiasi piano di vendita dell'immobile. Per Grosseto, la perdita del terminal di Santa Maria Novella senza un piano B equivarrebbe a un declassamento definitivo della mobilità verso il nord della Toscana.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie