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Il caso

Predatori uccidono tre pecore nella stessa azienda già razziata un anno fa. Il Parco: "Pronti ad aiutare"

Giovanni Ramiri

13 Aprile 2026, 20:11

Simone Rusci

Simone Rusci , presidente del Parco

Siamo vicini e solidali all’azienda Serra per il nuovo attacco al gregge subito questo pomeriggio, in una zona al di fuori dell’area protetta”, queste le parole di Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma, dopo la predazione che, nelle prime ore del pomeriggio di oggi, lunedì 13 aprile, ha interessato tre capi di bestiame, nell’area che collega Fonteblanda a Talamone.

Un attacco che avviene a distanza di un anno esatto da un altro episodio, che aveva causato il decesso di circa 30 ovini della stessa azienda. “Siamo molto dispiaciuti per l’accaduto e, come già detto ai titolari in occasione della drammatica predazione dell’aprile scorso, siamo a disposizione per aiutarli a mettere in campo azioni di mitigazione nei confronti dei predatori. Eventi di questo tipo sono drammatici da molti punti di vista: emotivo, psicologico ed economico e desideriamo ribadire la disponibilità a dare il nostro contributo per evitarli e mantenere la pastorizia che tutela e garantisce una biodiversità per noi davvero preziosa, oltre a rappresentare un settore economico non trascurabile per il nostro territorio”.

La tutela delle specie animali, per il Parco della Maremma, non deve avvenire a discapito delle attività zootecniche. “Gli studi che conduciamo sulle specie, tra queste il lupo, sono portati avanti per conoscere i fenomeni e capire anche come gestirli. La nostra azione di tutela è anche, evidentemente, rivolta agli ovini e ai pastori, perché ormai da tempo è appurato, soprattutto in alcune aree interne, che la perdita di un certo tipo di attività antropica, come il pascolo e la coltivazione, corrisponde anche a un impoverimento per la biodiversità. La pastorizia, e nell’Anno internazionale dei pascoli e dei pastori delle Nazioni Unite occorre ricordarlo, è un vero e proprio presidio ecologico globale oltre che fonte di sostentamento per milioni di persone nel mondo”.

Attacchi come quello di oggi – prosegue Rusci – avvengono, spesso, in contesti in cui la protezione dell’allevamento non è ottimizzata. La prevenzione si basa su strumenti noti e spesso con una buona efficacia, quali l’impiego di cani da guardiania in numero idoneo, selezionati ed educati al lavoro con il bestiame, presenza di recinzioni adeguate e una gestione degli animali in relazione alle condizioni di rischio. Molti degli episodi riportati anche dalla stampa si verificano in situazioni in cui tali misure non sono ancora pienamente implementate o adeguate al contesto. Occorre anche sottolineare – aggiunge Rusci – che l’allevamento non può avvenire più come in passato ed è necessario dotarsi di misure di protezione. Le modalità di gestione delle greggi devono necessariamente evolversi rispetto a quello che avveniva qualche anno fa, perché il rischio di predazione è concreto ed è necessario, quindi, tentare di scongiurarlo lavorando sulla prevenzione.”

Il Parco della Maremma, come ha avuto modo di ribadire, è a disposizione delle aziende del territorio per portare avanti misure di prevenzione e di protezione, per informare le aziende e supportarle nell’attuazione di misure efficaci. Al momento non è possibile individuare l’autore o gli autori della predazione: “Potrebbe trattarsi di un lupo proveniente dal Parco o da aree esterne dal Parco – spiega ancora Rusci – e ovviamente i predatori che sono nel Parco o nelle aree attigue non ‘sono’ del Parco: Il fatto che conduciamo studi su alcune specie non significa, chiaramente, che la densità di popolazione di queste sia più alta rispetto ad altri luoghi. Tornando ad esprimere la nostra vicinanza all’azienda Serra, ricordiamo a tutte le imprese del Parco che siamo a disposizione per studiare, caso per caso, le varie situazioni e offrire il nostro supporto progettuale e la nostra rete di relazioni, comprese le informazioni per accedere ai bandi pubblici della Regione Toscana per la zootecnia, che supportano economicamente l’adozione di recinzioni e l’acquisto di cani da guardiania”.

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