Il caso
Autobus in piazza Marconi
La mattinata di sabato 11 aprile ha riacceso i riflettori sulle criticità croniche del terminal bus di piazza Marconi. Una situazione di estremo disagio che, secondo le sigle sindacali Filt-Cgil e Ugl, evidenzia ancora una volta il fallimento delle misure di sicurezza e gestione del piazzale davanti alla stazione ferroviaria.
A scatenare il caos è stata la presenza di alcuni pullman sostitutivi del servizio di Ferrovie dello Stato, rimasti parcheggiati per ore negli stalli riservati esclusivamente al Trasporto Pubblico Locale (Tpl). L’occupazione indebita degli spazi ha mandato in tilt la circolazione, impedendo ai mezzi di linea di operare correttamente e costringendo gli autisti a far salire e scendere i passeggeri in condizioni di fortuna e pericolo.
Alberto Allegrini (Filt-Cgil) e Giuseppe Dominici (Ugl) denunciano l’assenza di interventi risolutivi da parte del Comune di Grosseto, nonostante le segnalazioni partite immediatamente per sbloccare il piazzale. «Per noi nel piazzale continua a mancar la sicurezza – spiegano i rappresentanti sindacali – a partire dalle manovre in retromarcia obbligatorie che mettono a rischio i pedoni. La nuova barriera parapedonale non basta: le persone continuano a transitare in mezzo al parcheggio».
I sindacati puntano il dito contro un progetto comunale definito «un palliativo» che non avrebbe portato risultati concreti. In particolare, viene contestata la mancanza di aggiornamenti sull’installazione delle telecamere e, soprattutto, la sistematica esclusione dei rappresentanti dei lavoratori dal dialogo istituzionale. «Leggere di novità sulla stampa senza essere coinvolti inasprisce i rapporti. Il Comune continua a non convocarci, preferendo un "dialogo tramite stampa" che non risolve i problemi reali di chi lavora sul piazzale».
La situazione più critica si registra nelle fasce orarie tra le 8:00 e le 13:00, quando il massiccio afflusso di studenti si incrocia con le coincidenze dei treni regionali. In questi momenti, il sovrapporsi di mezzi diversi trasforma l’area in un vero e proprio "far west". «C’è un cartello che indica chiaramente l’area riservata al Tpl, ma la disciplina non viene rispettata e nessuno interviene per farla rispettare», ribadiscono Allegrini e Dominici.
Stanchi di quelle che definiscono «promesse rimaste sulla carta», i sindacati chiedono ora formalmente l’intervento della Prefettura in qualità di garante. L’obiettivo è sbloccare un dialogo proficuo che porti a soluzioni concrete e condivise per la sicurezza di operatori e utenti, mettendo fine a una gestione dell’area giudicata ormai insostenibile.
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