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Il vino

Montecucco 2026: il Sangiovese "wild" della Maremma punta su export e turismo e vola a Vinitaly

Giovanni Ramiri

06 Aprile 2026, 13:22

Montecucco 2026: il Sangiovese "wild" della Maremma punta su export e turismo e vola a Vinitaly

Colline della Maremma coltivate a Montecucco

Il Consorzio Tutela Vini Montecucco si presenta a Verona, dal 12 al 15 aprile, con un bagaglio di numeri positivi e una strategia chiara per il futuro. La partecipazione al Padiglione 9 (Stand B16) segna un momento di consolidamento per la denominazione maremmana che, nonostante la complessità del settore vitivinicolo, ha chiuso l'anno precedente con un incremento degli imbottigliamenti dell'11%.

L'identità che il Consorzio porta in fiera è fortemente legata alla sostenibilità: con oltre il 90% della produzione certificata biologica e la presenza di uno spazio dedicato al Biodistretto, il Montecucco punta a posizionarsi come un modello di viticoltura green. Presso il banco consortile saranno presenti 33 etichette rappresentative delle diverse anime del territorio, accompagnate da sei aziende locali: Villa Patrizia, Campinuovi, La Banditaccia, Basile, Parmoleto e Peteglia.

Oltre alla vetrina fieristica, il Consorzio guarda con decisione ai mercati esteri. Il presidente Giovan Battista Basile ha sottolineato l'importanza della collaborazione con le denominazioni Maremma DOC e Morellino di Scansano per l'organizzazione di incoming di buyer e stampa internazionale. I mercati di riferimento restano l'Europa centrale e del Nord, ma con un forte interesse verso Nord America e Cina, previsti per gli incontri di fine settembre.

Sul fronte normativo, si attende per i prossimi mesi il via libera della Regione Toscana per l'ampliamento della zona di produzione. Si tratta di un progetto strategico nato per rispondere ai cambiamenti climatici, includendo aree a quote maggiori attualmente escluse dai disciplinari. «È fondamentale integrare l’azione del Consorzio con il settore turistico», ha dichiarato Basile, ricordando come la totalità delle aziende socie sia ormai attrezzata per l'accoglienza, trasformando il vino nel principale ambasciatore di un territorio ancora selvaggio e autentico.

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