Sanità
L'assessore regionale Monia Monni
In merito alle recenti tensioni e alla convocazione di presidi riguardanti l’indennità di pronto soccorso, l’assessora regionale al diritto alla salute e al sociale, Monia Monni, è intervenuta per fare chiarezza su una vicenda che tocca da vicino tutto il personale del sistema sanitario toscano, inclusi i presidi della provincia di Grosseto. L'assessora ha voluto ribadire che chi opera nell'emergenza rappresenta uno dei punti più esposti e vitali del sistema, rendendo necessaria la massima trasparenza sui dati retributivi.
«Chi lavora in pronto soccorso tiene in piedi uno dei punti più esposti del sistema sanitario. Per questo, quando si parla di retribuzione, ogni passaggio deve essere chiaro, trasparente e verificabile. Comprendiamo quindi l’attenzione su questo tema. Proprio per questo è giusto parlare con chiarezza e partire dai fatti. L’indennità di pronto soccorso non è una scelta della Regione, ma una misura decisa e finanziata a livello nazionale. Le risorse arrivano dallo Stato e vengono distribuite alle Regioni secondo criteri precisi. La Toscana ha applicato esattamente quanto le spetta, fino all’ultimo euro».
L'esponente della giunta regionale ha poi rispedito al mittente le accuse di ridimensionamento dei fondi, precisando che non vi è stato alcun taglio, bensì l’applicazione rigorosa delle norme vigenti. Gli importi contestati non rappresenterebbero il netto in busta paga, ma il valore complessivo dell’indennità comprensivo degli oneri a carico delle aziende.
«Non c’è nessun taglio ma solo l’applicazione corretta delle regole. Gli importi di cui si parla non sono il netto in busta paga, ma il valore complessivo dell’indennità, che comprende anche i costi a carico delle aziende. Questo non dipende da una scelta della Regione: è quanto previsto dalle norme nazionali su come queste risorse devono essere calcolate e distribuite».
Sul fronte delle tempistiche, l'assessora ha confermato che la liquidazione degli arretrati relativi al biennio 2023-2024 è in corso e che gli uffici hanno lavorato per garantire i pagamenti ai lavoratori entro il mese di marzo. Monni ha inoltre rivendicato il coinvolgimento preventivo delle sigle sindacali, informate sullo schema di applicazione prima della formalizzazione della delibera.
«Le organizzazioni sindacali sono state incontrate, informate e coinvolte preventivamente, con l’invio dello schema di applicazione prima della formalizzazione della delibera, e il confronto continuerà anche nelle prossime fasi. Il confronto con i lavoratori è fondamentale e continuerà ad esserlo. Ma deve essere basato su dati reali e su un’assunzione di responsabilità comune, soprattutto in un settore delicato come quello dell’emergenza-urgenza».
In conclusione, l'appello della Regione è rivolto alla ripresa del dialogo costruttivo nelle sedi aziendali, dove esistono margini di manovra per migliorare ulteriormente il trattamento economico del personale impegnato in prima linea.
«Non accettiamo che si dica che ci sono stati tagli quando non è così. Abbiamo applicato tutte le risorse disponibili e abbiamo fatto in modo che arrivassero ai lavoratori nel più breve tempo possibile. Ai sindacati diciamo con chiarezza: si apra rapidamente la contrattazione con le aziende sanitarie. È lì che si possono ottenere risultati concreti, anche sulla stessa indennità di pronto soccorso, utilizzando gli strumenti previsti, come la possibilità di riconoscere fino al 13% in più per alcune figure professionali. È su questo terreno che si tutelano davvero i lavoratori e si rafforza il servizio pubblico».
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