Cisl
Massimo Sbrilli, segretario generale Fnp Cisl di Grosseto
La Fnp Cisl di Grosseto accende i riflettori su una realtà tanto diffusa quanto spesso ignorata: quella dei caregiver familiari, figure fondamentali per la tenuta del sistema di assistenza ma ancora prive di un adeguato riconoscimento, di tutele concrete e di un sostegno strutturale.
A lanciare l’allarme è il segretario generale Massimo Sbrilli, segretario generale Fnp Cisl di Grosseto, che descrive una situazione ormai insostenibile. “In provincia di Grosseto, così come a livello regionale, sono migliaia le famiglie coinvolte ogni giorno nell’assistenza a persone fragili – spiega – spesso senza un adeguato supporto pubblico”. Un impegno quotidiano che si traduce in responsabilità gravose, sostenute quasi esclusivamente all’interno delle mura domestiche.
Il quadro delineato è chiaro: il sistema di welfare continua a scaricare sulle famiglie un peso enorme. I caregiver si trovano così ad affrontare costi elevati, difficoltà nell’accesso alle informazioni sui servizi sociosanitari, e un crescente isolamento sociale e psicologico. Le misure di sostegno economico risultano insufficienti rispetto alle reali esigenze dell’assistenza.
I dati regionali confermano la portata del problema. Sono circa 960mila gli over 65, di cui oltre 114mila non autosufficienti. La maggior parte di loro, quasi tre su quattro, resta a casa, assistita quotidianamente da familiari. Solo il 12% degli anziani beneficia di assistenza domiciliare, mentre circa 28mila trovano accoglienza nelle Rsa. A rendere il quadro ancora più complesso è il fatto che un anziano su tre vive da solo.
Un sistema che, nei fatti, si regge sul lavoro silenzioso e spesso invisibile di migliaia di caregiver. Un equilibrio fragile, destinato a incrinarsi ulteriormente senza interventi mirati.
“Serve un cambio di passo immediato – prosegue Sbrilli – per riconoscere il ruolo dei caregiver e difendere la dignità delle persone più fragili, garantendo al tempo stesso la tenuta del nostro sistema sociale”. Le richieste sono precise: attivazione di sportelli territoriali dedicati, maggiore integrazione tra servizi sanitari e sociali, incremento dei contributi economici e dei voucher assistenziali, potenziamento dell’assistenza domiciliare integrata e percorsi di formazione e supporto psicologico per chi si prende cura degli altri.
L’appello è rivolto alle istituzioni locali e regionali, chiamate a dimostrare attenzione e concretezza su un tema che riguarda da vicino migliaia di famiglie. Senza un intervento strutturale, avverte il sindacato, l’emergenza caregiver è destinata a crescere insieme all’invecchiamento della popolazione.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy