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La storia

"Così ho salvato una vita". Manuela, l'eroina di Batignano e il malore sventato col defibrillatore

Giovanni Ramiri

27 Marzo 2026, 13:31

Batignano

Il paese di Batignano

Un intervento rapido e lucido ha evitato la tragedia a Batignano, dove un uomo di 92 anni è stato colto da un improvviso arresto cardiaco. A fare la differenza tra la vita e la morte è stata Manuela Vergari: chiamata da un vicino, la donna ha raggiunto l'anziano a terra e ha utilizzato il defibrillatore automatico esterno (DAE) messo a disposizione dal Comune di Grosseto.

Dopo circa trenta compressioni toraciche e l'uso del dispositivo, l'uomo ha ripreso a respirare. La donna ha poi messo in sicurezza il paziente fino all'arrivo dei soccorritori, che hanno completato l'intervento. "In quei momenti non si pensa, si agisce e basta", ha dichiarato la Vergari, sottolineando l'importanza di sapere come muoversi in situazioni di emergenza.

L'episodio riaccende il dibattito sull'utilità dei presidi salvavita installati sul territorio, ma anche sulla piaga del vandalismo. Danneggiare un DAE non è un semplice atto di teppismo, ma un gesto che compromette la possibilità concreta di salvare una vita umana. Il Comune di Grosseto, che negli anni ha investito sulla diffusione capillare di questi strumenti anche nelle frazioni, ribadisce la necessità di tutelarli come bene comune e di continuare a puntare sulla formazione dei cittadini: la tecnologia è fondamentale, ma serve qualcuno che sappia usarla.

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