Animali
Falco pescatore
La primavera porta con sé un evento atteso dagli appassionati di natura e dagli esperti di conservazione: il falco pescatore torna a nidificare al Parco della Maremma. Quest’anno, grazie al monitoraggio del progetto “Falco pescatore”, sono state deposte due uova nel nido situato vicino alle saline San Paolo, lungo l’itinerario A7 verso Bocca d’Ombrone. Si tratta di un segnale importante per la biodiversità della regione. “Poter osservare la deposizione delle uova, la covata e la schiusa dei pulli è sempre un momento emozionante”, spiega Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma. Il falco pescatore, infatti, è tornato in Italia dopo 43 anni di assenza, e la sua presenza stabile in Maremma è il frutto di un impegno costante di conservazione e monitoraggio.
La coppia protagonista, Marion e Belloc, è ormai una presenza abituale nella zona protetta. La covata delle uova dura in media 38 giorni, quindi la schiusa è prevista intorno al 27 aprile. I nuovi nati saranno poi marcati con un sistema GPS intorno ai 42 giorni di vita, consentendo ai ricercatori di seguire i loro spostamenti e raccogliere dati preziosi per la ricerca scientifica. Andrea Sforzi, coordinatore del progetto, sottolinea come il progetto abbia sempre combinato azioni di conservazione e produzione scientifica, portando alla pubblicazione di circa venti articoli su riviste internazionali e consolidando il progetto come un punto di riferimento in Europa.
Dal 2004, il progetto “Falco pescatore” ha visto collaborazioni con numerosi parchi e oasi, tra cui il Parco nazionale dell’Arcipelago toscano, le Oasi WWF della Toscana costiera, il Parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il Parco regionale di Porto Conte e il Parco nazionale dell’Asinara, contribuendo così a riportare questa specie iconica a nidificare lungo le coste italiane.
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