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Dalla crisi alla rinascita: la castagna del Monte Amiata vuole conquistare il mercato

Giovanni Ramiri

20 Marzo 2026, 12:48

Dalla crisi alla rinascita: la castagna del Monte Amiata vuole conquistare il mercato

Le castagne sono un simbolo dell'Amiata

Via libera dalla Giunta regionale alla revisione del disciplinare della Castagna del Monte Amiata IGP, accogliendo la proposta avanzata da un gruppo di produttori locali aderenti al sistema di controllo. Un passaggio significativo che punta a rafforzare la competitività di un comparto duramente colpito negli anni scorsi ma oggi pronto a ripartire.

Come spiega l’assessore regionale all’economia e agricoltura Leonardo Marras, il settore castanicolo dell’area del Monte Amiata sta tornando a essere competitivo dopo il crollo produttivo causato dall’infestazione da cinipide, che aveva quasi azzerato la produzione di castagne fresche. Le modifiche approvate intervengono sulle regole di produzione e commercializzazione senza alterare il legame con il territorio e la qualità tradizionale, con l’obiettivo di far ripartire una certificazione rimasta per anni quasi assente.

Tra le novità più rilevanti c’è l’estensione dell’area di produzione a nuovi territori storicamente vocati alla castanicoltura, come Castell’Azzara e Semproniano in provincia di Grosseto e Sorano in provincia di Siena. Si tratta di un ampliamento che riconosce una continuità produttiva e qualitativa già esistente, rafforzando al tempo stesso la base territoriale della denominazione.

Il disciplinare aggiornato introduce anche maggiore flessibilità nella commercializzazione, permettendo la vendita frazionata del prodotto, cioè la possibilità di prelevare castagne da contenitori certificati e tracciati per la vendita al dettaglio. Una misura pensata per rispondere alle esigenze del mercato locale e in particolare al consumo durante le numerose sagre autunnali dell’Amiata, dove il prodotto sfuso è particolarmente richiesto.

Un altro intervento riguarda la classificazione della pezzatura, che viene resa più chiara e aderente alle richieste del mercato, migliorando la riconoscibilità del prodotto per i consumatori. Allo stesso tempo si introduce una maggiore attenzione alla valorizzazione dell’intera produzione, consentendo di destinare i frutti non idonei alla vendita fresca alla trasformazione in altri prodotti, mantenendo comunque il riferimento alla IGP. Questo consente di recuperare valore economico anche da partite che in passato sarebbero state penalizzate.

Le modifiche intervengono inoltre sugli aspetti produttivi, ampliando le rese consentite e il periodo di raccolta, oltre a riconoscere una maggiore densità di piante per ettaro. Si tratta di misure che mirano a migliorare la redditività dei castagneti e a incentivare i produttori a tornare nel circuito della certificazione.

L’iter non è ancora concluso. Il prossimo passaggio sarà una riunione sul territorio convocata dal Ministero dell’agricoltura, a cui seguirà la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Da quel momento si aprirà una finestra di trenta giorni per eventuali opposizioni. In assenza di rilievi, la documentazione sarà trasmessa alla Commissione europea per l’approvazione definitiva, ultimo step prima dell’entrata in vigore del nuovo disciplinare.

Un percorso articolato ma fondamentale per restituire slancio a una delle produzioni più identitarie del territorio amiatino, che punta ora a riconquistare spazio sul mercato senza rinunciare alla propria tradizione.

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