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Allarme in Maremma: la malattia che costringe a estirpare le vigne

Giovanni Ramiri

19 Marzo 2026, 15:13

Allarme in Maremma: la malattia che costringe a estirpare le vigne

Simone Castelli (presidente Coldiretti)

Non è più un rischio lontano, ma una minaccia concreta che incombe anche sulla Maremma. La flavescenza dorata torna a far paura e lo fa con numeri che pesano come un macigno: nell’ultimo anno sono stati estirpati 600 ettari di vigneti infetti. Un sacrificio enorme, spesso inevitabile, per salvare ciò che resta.

A richiamare l’attenzione del territorio è Coldiretti Grosseto, che parla apertamente di emergenza. La malattia, inserita tra le più pericolose fitopatie da quarantena in Europa, non lascia alternative: quando colpisce, l’unica strada è togliere le viti per evitare che il contagio si allarghi.

Il problema non è solo la malattia in sé, ma la sua capacità di muoversi rapidamente, trasportata da un insetto ormai ben presente anche in Italia, la Scaphoideus titanus. È così che interi appezzamenti possono passare, nel giro di poco tempo, da produttivi a compromessi.

Anche la provincia di Grosseto non è più al riparo. Il contesto climatico degli ultimi anni ha reso più facile la diffusione di patogeni e insetti vettori, creando le condizioni ideali per l’espansione della flavescenza dorata. Una dinamica che preoccupa profondamente chi vive di viticoltura e vede nel vigneto non solo un’attività economica, ma un presidio del territorio.

“È un flagello per la viticoltura – spiega Simone Castelli – perché può compromettere in modo irreversibile la capacità produttiva delle aziende. Il rischio più grande è sottovalutarla: quando ci si accorge del problema, spesso è già troppo tardi”.

Il punto è proprio questo: la tempestività. Le foglie che ingialliscono nei vitigni a bacca bianca o che si arrossano in quelli a bacca nera sono segnali evidenti, ma arrivano quando la pianta è già in difficoltà. Da lì in poi, la scelta diventa drastica ma obbligata.

Per questo Coldiretti Grosseto, insieme al Servizio fitosanitario della Regione Toscana, ha deciso di portare il tema al centro del confronto con le aziende. Il 24 marzo, nella sede provinciale, si terrà un incontro tecnico che punta a fare chiarezza sul nuovo piano di azione regionale, sulle tecniche di monitoraggio e sulle misure obbligatorie da adottare.

L’obiettivo è chiaro: fermare la malattia dove è già presente e impedire che attecchisca dove ancora non c’è.

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