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Referendum

Referendum, a Grosseto il “No” infiamma il dibattito: sala piena e cittadini protagonisti

Carolina  Brugi

19 Marzo 2026, 10:20

Referendum, a Grosseto il “No” infiamma il dibattito: sala piena e cittadini protagonisti

Foto evento per il "No" al referendum

Grande partecipazione e forte coinvolgimento della cittadinanza all’incontro pubblico organizzato da Giuristi Democratici, Movimento 5 Stelle e PSDI presso il Caffè Carducci, nel cuore della città. Un appuntamento che ha acceso il confronto sulle ragioni del “No” al referendum costituzionale, proprio nella fase conclusiva della campagna elettorale.

Per oltre due ore, interventi e domande dal pubblico hanno animato un dibattito intenso, segno di un interesse diffuso su un tema percepito come cruciale per il futuro dell’assetto istituzionale del Paese. L’iniziativa, promossa dalla sezione grossetana dei Giuristi Democratici, si inserisce nel più ampio impegno nazionale delle forze politiche e associative a sostegno del Comitato della Società Civile per il No.

Ad aprire i lavori è stato Massimo De Felice, co-portavoce locale dei Giuristi Democratici, che ha illustrato le criticità della cosiddetta “legge Nordio”. Nel suo intervento ha evidenziato come la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura rischi di indebolire l’equilibrio del sistema, introducendo una suddivisione in tre ambiti e meccanismi di selezione basati anche sul sorteggio.

Critico anche Mauro Pasquali, coordinatore provinciale del PSDI, che ha denunciato la mancanza di un reale confronto parlamentare: secondo Pasquali, il testo sarebbe stato approvato senza modifiche sostanziali, sollevando interrogativi sulle future modalità di attuazione.

Dal fronte del Movimento 5 Stelle, Daniela Castiglione ha posto l’attenzione sulle possibili ricadute per i cittadini. In particolare, ha espresso preoccupazione per il rischio di una trasformazione del ruolo del pubblico ministero, con possibili effetti sull’equilibrio tra accusa e difesa.

Il confronto con il pubblico si è poi concentrato sugli aspetti tecnici della riforma, tra cui la separazione delle carriere dei magistrati e le modifiche a diversi articoli della Costituzione. Tra i presenti è emersa la richiesta di maggiori occasioni di approfondimento su temi ritenuti complessi ma fondamentali.

A chiudere l’incontro è stato il segretario nazionale del PSDI, Mario Calì, che ha ribadito l’importanza del voto del 22 e 23 marzo, sottolineando il valore della Costituzione come pilastro democratico. Nel suo intervento ha inoltre ricordato le future iniziative del partito in vista dell’ottantesimo anniversario della Repubblica.

L’evento si è concluso con un clima di partecipazione attiva, confermando come il referendum rappresenti un passaggio centrale nel dibattito politico e civile del Paese.

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