Gastronomia
La famiglia de La Ciottolona: Sandro Frullani e Daniela Vantaggioli con il figlio Duccio
Il borgo minerario di Boccheggiano si prepara a riaccendere i fornelli di una delle sue eccellenze. Domenica 15 marzo, il ristorante La Ciottolona inaugura la nuova stagione con un pranzo-evento interamente dedicato alla castagna, pilastro della memoria gastronomica toscana e maremmana.
A firmare il percorso è Duccio Frullani, giovane talento già premiato come Miglior Giovane cuoco dell'Anno Vittorio Fusari Slow Food 2025 e membro dell'Alleanza dei Cuochi. Con questa scelta, Frullani vuole rendere omaggio a quello che per secoli è stato definito "il pane dei poveri", elevandolo a protagonista di una cucina contemporanea e ricercata.

Duccio Frullani con una delle sue creazioni
Per secoli, la castagna ha rappresentato la spina dorsale dell'economia e del sostentamento delle comunità montane toscane. Oggi, La Ciottolona ne riscopre la straordinaria versatilità, proponendo un menù che ne esplora consistenze e abbinamenti inediti, restando però fedele alle radici del territorio.

Duccio Frullani nell'orto
Il percorso degustativo attraversa l'intera tradizione rivisitata:
Antipasto: Un viaggio tra mare e terra con chips di polenta di castagne soffiata e baccalà mantecato, il classico castagnaccio abbinato al paté di fegatini e un innovativo panino alle castagne con pastrami di lingua di manzo e crema inglese alla senape.
Primo: La tradizione maremmana si esprime nelle tagliatelle di farina di castagne al cinghiale, un incontro robusto tra i sapori del bosco e della selvaggina.
Secondo: Un raffinato rollè di coniglio ripieno di salsiccia e castagne con cipollotto brasato.
Dessert: La chiusura è affidata a un cremoso alle castagne con crumble al cioccolato, rinfrescato da un sorbetto al mango.

Il dessert Finto Limone del Menù 2025 di Duccio Frullani
La cucina de La Ciottolona si dimostra un laboratorio dove la riscoperta delle materie prime locali incontra la sensibilità di un cuoco dell'Alleanza Slow Food. Situato nel cuore di Boccheggiano, il ristorante non propone solo un pasto, ma un racconto identitario che guarda al futuro senza dimenticare i silenzi e le fatiche dei boschi circostanti.
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