Martedì 10 Marzo 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Grosseto

L’invaso strategico per l'agricoltura della Maremma si ferma a 100 metri dal traguardo

Giovanni Ramiri

09 Marzo 2026, 16:47

L’invaso strategico per l'agricoltura della Maremma si ferma a 100 metri dal traguardo

L'invaso di Cernaia

Un imprevisto geologico rallenta uno degli interventi irrigui più attesi della Maremma. Il nuovo invaso nel canale Diversivo a Cernaia, nel comune di Grosseto, è infatti fermo a causa del cedimento di una porzione limitata dell’argine proprio quando i lavori erano ormai prossimi alla conclusione.

L’opera è realizzata dal Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud e rappresenta un tassello strategico per il futuro dell’irrigazione collettiva nella pianura maremmana. Il progetto era stato finanziato inizialmente con 7,7 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Il cantiere era stato affidato all’associazione temporanea di imprese composta da Del Debbio Spa e Massai. L’infrastruttura prevede un invaso con una capacità di circa 512 mila metri cubi, alimentato tramite pompaggio dal bacino idrovoro di Cernaia. L’intervento comprende anche il ripristino dell’argine esistente e la realizzazione di nuove arginature di chiusura.

Una volta completato, l’impianto permetterà di irrigare circa 546 ettari di terreni agricoli, riducendo il ricorso alle falde sotterranee e migliorando al tempo stesso la gestione delle acque meteoriche. Due nuove pompe installate nella vasca di Cernaia convoglieranno infatti l’acqua piovana direttamente nell’invaso, evitando lo scarico a valle e favorendo il riutilizzo della risorsa idrica.

Prima dello stop, il progetto aveva già raggiunto uno stato avanzato di realizzazione. Sono state completate le opere in cemento armato della vasca di sollevamento, effettuati circa 120 mila metri cubi di scavi nel fondo dell’ex canale e realizzata la rete irrigua dotata di sistemi di telecontrollo e idrocontatori. Nonostante alcuni rallentamenti causati dal maltempo, la conclusione dei lavori era prevista nei tempi programmati.

A bloccare l’iter è stato però il cedimento di un tratto dell’argine lungo circa 100 metri lineari, su un totale di quattro chilometri. Un problema circoscritto ma sufficiente a richiedere ulteriori verifiche di sicurezza.

Il Consorzio ha immediatamente disposto nuove indagini geologiche, ampliando gli studi già effettuati da una società specializzata e estendendo le verifiche all’intera struttura. I controlli hanno escluso criticità sul resto dell’argine, ma il cedimento ha comunque imposto una fase di approfondimento tecnico.

L’area studi e progettazione del Consorzio ha quindi analizzato diverse soluzioni per intervenire sul tratto interessato, cercando un equilibrio tra efficacia tecnica e sostenibilità economica. Con il supporto di professionisti esterni è stata individuata una soluzione progettuale per il consolidamento dell’argine ceduto.

Parallelamente è stata avviata la procedura per ottenere le risorse necessarie al completamento dell’intervento. Il Consorzio ha infatti presentato una richiesta di finanziamento al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti attraverso il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico (Pnissi), con l’obiettivo di reperire i fondi utili a riparare il cedimento e portare a termine l’opera.

Nonostante lo stop, il progetto resta una infrastruttura chiave per l’agricoltura maremmana: un sistema capace di rendere più efficiente l’irrigazione, ridurre i prelievi dalle falde e migliorare la gestione delle acque piovane in un territorio sempre più esposto alle sfide della siccità.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie