Natura
La Diaccia Botrona con la casa rossa Ximenes
Un viaggio sospeso tra terra e acqua, lì dove la storia antica incontra una delle biodiversità più ricche d’Europa. Sabato 7 marzo, la Riserva Naturale della Diaccia Botrona apre le sue porte per un appuntamento imperdibile: un minitrekking guidato all’Isola Clodia. L'evento, inserito nel calendario Esplora la Diaccia Botrona, fa parte del progetto transfrontaliero Interreg Marittimo RICREA ed è completamente gratuito.
Il ritrovo è fissato per le ore 14:30 in località Ponti di Badia (Strada Castiglionese km 14). L’escursione avrà una durata di circa 2 ore e mezza, un tempo ideale per godersi la luce pomeridiana che tinge di oro i canneti e le paludi, offrendo scorci fotografici unici.
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Definita spesso come il "cuore pulsante" della Maremma, la Diaccia Botrona è ciò che resta dell’antico Lago Prile, un enorme bacino lacustre che in epoca etrusca e romana occupava gran parte della pianura grossetana. Oggi è una zona umida di importanza internazionale (tutela Ramsar), un paradiso per il birdwatching dove svernano fenicotteri rosa, falchi pescatori e aironi bianchi maggiori.
Il clou della giornata sarà l'Isola Clodia. Nonostante il nome, oggi non è più un’isola circondata dall'acqua, ma un’altura che emerge dalla piana palustre. Questo luogo custodisce una storia millenaria. In epoca romana qui sorgeva una villa appartenente alla potente gens Claudia (da cui il nome Clodia). Sulle rovine romane fu successivamente edificata l'Abbazia di San Pancrazio al Fango, i cui suggestivi resti sono ancora visibili e testimoniano l'importanza spirituale e strategica del sito nei secoli passati.
Camminare verso l'Isola Clodia significa attraversare un paesaggio ancestrale, dove il silenzio della natura è rotto solo dal richiamo degli uccelli migratori.
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