Turismo
Le "Roste" di Montieri (Foto Parco delle Colline metallifere)
Dimenticate i voli intercontinentali per Phoenix, il jet lag e i cappelli da cowboy comprati in una stazione di servizio. Se state cercando un paesaggio lunare, dominato da calanchi rosso fuoco e guglie che sembrano scolpite da un artista, non serve varcare l'oceano. Basta guidare verso le Colline Metallifere, nel cuore della Toscana, e fermarsi a Montieri.
Qui, dove il verde dei boschi cede il passo a un deserto scarlatto, sorgono le Roste. Ma attenzione: sebbene sembrino un miracolo geologico millenario, la loro origine è molto più "industriale".

Le roste (foto turismomontieri.it)
Le Roste non sono nate dal capriccio della tettonica a placche, ma dal sudore dei minatori. Si tratta di enormi cumuli di scarti della lavorazione del rame, accumulati tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo.
Il nome stesso deriva dal processo di "arrostimento" del minerale (la pirite cuprifera). Attraverso il metodo Conedera, i minerali poveri venivano accumulati in grandi cataste all'aperto e bruciati lentamente per mesi, così da permettere la successiva estrazione del rame per lisciviazione.

Le roste (foto turismomontieri.it)
Quello che un tempo era un sito di produzione intensiva, oggi è diventato un geosito dell'Unesco (parte del Tuscan Mining Geopark). Con il passare dei decenni, la pioggia e il vento hanno modellato questi residui chimici. Creando calanchi rossi e gialli (dovuti all'ossidazione dei minerali ferrosi), guglie e creste affilate (con una morfologia che ricorda parchi come quello del Grans Canyon ) e contrasti cromatici estremi con il rosso ruggine delle rocce contro l'azzurro del cielo e il verde smeraldo della valle del fiume Merse.
Visitare le Roste di Montieri è un'esperienza breve ma intensa, ideale per chi ama la fotografia o vuole fare un'escursione diversa dal solito.
Punto di partenza: Si trovano lungo la Strada Provinciale 441 (Massetana), nei pressi del ponte sul fiume Merse, tra Montieri e Boccheggiano.
Accessibilità: C'è un piccolo spiazzo dove parcheggiare. Da lì, un breve sentiero (circa 5-10 minuti) porta direttamente ai piedi delle formazioni.
Difficoltà: Facile, ma il terreno può essere scivoloso se bagnato e, data la natura degli scarti minerari, è bene evitare di toccare troppo le rocce o le acque di scolo.
Consiglio da insider: Andateci durante l'ora d'oro (tramonto o alba). La luce radente infiamma letteralmente i calanchi, rendendo l'atmosfera davvero aliena.
Anche il comune di Montieri, che ospita le Roste, è un piccolo concentrato di meraviglia.

Il territorio di Montieri
Offre un mix di storia e natura tipico della Maremma meno conosciuta. Ecco cosa poter visitare se si ha un po' di tempo da trascorrere sulle Colline metallifere:
Il Borgo Medievale: Un labirinto di vicoli che profuma di storia mineraria.
Poggio di Montieri: Per chi vuole camminare sul serio, la vetta (1051 m) offre una vista che spazia fino all'Isola d'Elba.
Canonica di San Niccolò: Una suggestiva rovina a pianta esagonale immersa nel bosco.
Le Roste di Montieri sono la dimostrazione che la Toscana non è solo dolci colline e filari di cipressi. È anche una terra "dura", metallifera, capace di trasformare una cicatrice industriale in un'opera d'arte naturale. Quindi, anche addentrandosi nell'entroterra, è bene tenere carica la macchina fotografica: il selvaggio West vi aspetta a un'ora da Grosseto.
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