Impiego
Lavoratrici e vertifi Filcams Cgil Grosseto in presidio davanti alle Poste centrali di Grosseto
Scoppia il caso dei lavoratori in appalto presso gli uffici postali di Grosseto. Il Circolo di Rifondazione Comunista “Vittorio Stefanini” ha espresso pieno sostegno e solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori che, in questi giorni, stanno manifestando davanti alle sedi cittadine per denunciare condizioni contrattuali definite «semplicemente inaccettabili».
Al centro dello sciopero ci sarebbero retribuzioni estremamente esigue e la gestione dei rimborsi spese, elementi che hanno spinto il partito a sollevare una dura critica verso l'attuale modello di gestione dei servizi.
Secondo quanto riportato nella nota di Rifondazione Comunista, alcuni addetti si troverebbero a operare in condizioni di estrema precarietà economica, con cifre che non permetterebbero una vita dignitosa.
«Apprendere che ci sono lavoratori costretti a sopravvivere con compensi che arrivano appena a 250–300 euro al mese, mentre vengono ridotti o negati perfino i rimborsi per la benzina necessari per svolgere il proprio lavoro, significa trovarsi di fronte a una condizione che ha il sapore dello sfruttamento», dichiarano dal circolo grossetano.
La protesta mette nel mirino il sistema della frammentazione del lavoro: «Questa vicenda rappresenta l’ennesima dimostrazione di come il sistema degli appalti e dei subappalti nel settore dei servizi venga utilizzato per comprimere i costi e scaricare tutto il peso sui lavoratori».
Per il circolo "Vittorio Stefanini", il caso di Grosseto non è un episodio isolato ma il sintomo di un malessere strutturale. Il partito denuncia da tempo il cosiddetto dumping salariale, un meccanismo che, riducendo i diritti e le paghe, finisce per impoverire l'intero tessuto sociale del territorio.
Rifondazione Comunista punta il dito anche sulle responsabilità della committenza:
Salari dignitosi: Viene chiesto un intervento immediato per garantire il rispetto dei contratti.
Responsabilità del committente: Il partito ritiene che chi appalta il servizio non possa restare estraneo alle condizioni lavorative di chi lo esegue materialmente.
Il comunicato del Circolo si chiude con un appello corale rivolto alla città e alle autorità locali. L'obiettivo è quello di non lasciare isolati i lavoratori in questa battaglia per la dignità professionale.
«Il Circolo Vittorio Stefanini invita tutte le forze sociali, sindacali e politiche del territorio, così come le istituzioni locali, a non restare in silenzio e a sostenere apertamente la vertenza. Quando si arriva a lavorare per poche centinaia di euro al mese significa che è stato superato ogni limite accettabile».
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