Il personaggio
Lucio Corsi e l'autore Donato Zoppo
Dalla Maremma all’Europa, passando per Sanremo e un immaginario fatto di astronavi, dinosauri e facce pittate di bianco. È il viaggio di Lucio Corsi, cantautore diventato negli ultimi anni un vero idolo della sua terra e una delle figure più anomale – e amate – della musica italiana contemporanea. A raccontarlo oggi è Volevo essere strano, prima biografia a lui dedicata, firmata da Donato Zoppo e pubblicata da Aliberti Compagnia Editoriale nel 2026.
Il libro arriva dopo il trionfo al Festival di Sanremo con Volevo essere un duro, l’exploit all’Eurovision Song Contest e un tour europeo che ha consacrato Corsi come artista di respiro internazionale, senza mai tradire la propria identità. Anzi, proprio quell’identità così eccentrica, così poco allineata ai canoni della musica leggera, è diventata la sua forza. Sul palco dell’Ariston si è presentato come un alieno gentile: glam rock e canzone d’autore, teatralità e delicatezza, ironia e poesia.

Zoppo, al suo quarto libro con la casa editrice, entra nel mondo di Corsi con uno sguardo partecipe e narrativo, ripercorrendo la formazione maremmana, gli ascolti giovanili, il trasferimento a Milano, i primi dischi e la crescita costante che lo ha portato a essere tra gli artisti più cercati e discussi del 2025. Centrale è il racconto della sua poetica: uno sguardo di meraviglia sulle cose, una scrittura fatta di similitudini, paradossi e immagini che rimandano sempre altrove. Non un neorealista, ma quasi un surrealista in musica.
A sottolinearlo è Francesco Bianconi, leader dei Baustelle, che firma la prefazione del volume e descrive le canzoni di Corsi come attraversate da una patina “fatata”, dove l’occhio bambino diventa cifra poetica e strumento di libertà. Una libertà che per Corsi significa fare musica senza l’ossessione del consenso, con onestà e leggerezza, restando “strano” anche quando il successo potrebbe spingere verso l’omologazione.
Nel libro trovano spazio anche le tappe discografiche più importanti, da Cosa faremo da grandi? a La gente che sogna, lavori che hanno consolidato il suo profilo di autore capace di tenere insieme la lezione di Lucio Battisti e quella di Ivan Graziani con l’estetica glam di David Bowie e Marc Bolan. Un equilibrio raro, che lo colloca in una tradizione di outsider capaci di attraversare il mainstream restando fedeli a sé stessi.
La copertina, firmata da Alessio Vitelli, restituisce visivamente questo universo sospeso tra provincia e cosmo. Ma è soprattutto il racconto di Zoppo a dare profondità a una carriera ancora in pieno divenire, alla sua prima “vigorosa falcata rock”, come la definisce l’autore.
Volevo essere strano non è soltanto la biografia di un musicista. È il ritratto di un artista che ha saputo portare la Maremma sul palco più popolare d’Italia senza smussare gli angoli, dimostrando che si può essere popolari e alieni allo stesso tempo. E che, a volte, voler essere strani è il modo più autentico per restare sé stessi.
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