Confesercenti
Andrea Biondi
Confesercenti Grosseto ha scritto ai sindaci della provincia di Grosseto per evidenziare le criticità legate all’applicazione della normativa regionale sul cambio di destinazione d’uso degli immobili adibiti ad attività ricettive extra alberghiere esercitate in forma imprenditoriale, introdotta dalla legge regionale Toscana 61/2024, il nuovo Testo unico del turismo approvato dalla Regione Toscana.
Pur comprendendo gli obiettivi generali del legislatore in materia di governo del territorio e riequilibrio tra funzioni residenziali e turistiche, l’associazione esprime «forte preoccupazione per gli effetti concreti della norma sulle imprese del settore», già sottoposte a un contesto competitivo e amministrativo complesso.
«L’attuale quadro normativo presenta ancora numerose incertezze interpretative e applicative – sottolinea Confesercenti Grosseto – che generano difficoltà sia per le imprese sia per gli uffici comunali incaricati dell’istruttoria».
Tra i principali nodi ancora irrisolti figurano il coordinamento tra disciplina regionale e strumenti urbanistici comunali, le modalità di adeguamento delle strutture esistenti e l’omogeneità dei procedimenti amministrativi sull’intero territorio provinciale. La mancanza di indirizzi chiari e univoci, evidenzia l’associazione, rischia di determinare trattamenti differenti da Comune a Comune, compromettendo la certezza del diritto e l’equità tra operatori economici.
La situazione appare ancor più delicata in vista della scadenza del 1° luglio 2026. Secondo le imprese, il termine fissato non è adeguato rispetto alla complessità delle procedure e alle questioni ancora aperte. In molti casi, infatti, risulta difficile programmare investimenti o assumere decisioni gestionali consapevoli, con ripercussioni dirette sul tessuto economico locale, in particolare nei territori a forte vocazione turistica come la Maremma.
Per questo Confesercenti Grosseto chiede alla Regione Toscana, anche attraverso il coinvolgimento attivo dei Comuni, una proroga al 31 dicembre 2027, così da consentire un percorso transitorio più realistico e sostenibile.
L’associazione ritiene inoltre indispensabili chiarimenti ufficiali e linee guida omogenee che supportino i Comuni nell’attività amministrativa e garantiscano un’applicazione uniforme della normativa. Non solo: sarebbe opportuno, secondo Confesercenti, valutare una revisione della norma, limitando l’obbligo di cambio di destinazione d’uso alle nuove aperture e tutelando le strutture già operative, così da salvaguardare la continuità occupazionale e la competitività delle imprese.
«Le imprese della ricettività extra alberghiera rappresentano un presidio fondamentale per l’economia della provincia e contribuiscono in modo decisivo alla qualità dell’offerta turistica della Maremma – afferma Andrea Biondi, direttore provinciale di Confesercenti Grosseto –. Oggi chiediamo con forza solo buon senso: regole chiare, tempi adeguati e uniformità applicativa. Senza una proroga e senza indicazioni precise, molte attività rischiano di non poter programmare investimenti o di trovarsi di fronte a percorsi amministrativi incerti e non omogenei. Confesercenti Grosseto resta pienamente disponibile a collaborare con Comuni e Regione per individuare soluzioni che garantiscano equilibrio tra esigenze di pianificazione urbanistica e tutela delle imprese, del lavoro e dell’accoglienza del nostro territorio».
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